Dalla battaglia su Mps alla “fuga” dalle elezioni. La parabola del M5s a Siena

David Allegranti

Roma. Il M5s non si presenta a Siena, nella città dove le teorie anti-sistema potrebbero trovare maggiore appiglio, la città del Mps, alle cui assemblee dei soci Beppe Grillo andava per denunciare il marcio del sistema senese, insieme a Carlo Sibilia. La città del Palio infatti non compare nell’elenco delle liste certificate pubblicate sul sito del Movimento 5 stelle. Gli attivisti hanno, come da regolamento, inviato la richiesta di certificazione da quasi due mesi ma dallo staff non è mai arrivata risposta. E così, non avendo la liberatoria per l’utilizzo del simbolo con le 5 stelle, i grillini senesi che vorrebbero schierare Luca Furiozzi come candidato sindaco si ritrovano in un surreale impasse. “Insomma - osserva il giornalista Daniele Magrini - se lo staff dei 5 Stelle non vuole i 5 Stelle in lizza a Siena, sarà chiaro di chi sarà la responsabilità di quei 5.860 voti (risultato del 4 marzo a Siena) in fuga: dello staff”.

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