Calenda contro l'"accrocchio" Pd-M5s

Redazione

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"Abbiamo bisogno in Italia di un partito capace di articolare un pensiero profondo ma ancorato alla realtà e se questo discorso non lo fa il Pd non lo farà nessuno. Ma se il primo atto del Pd sarà l'alleanza politica con chi ha una visione e un'idea del presente e del futuro radicalmente diverso dalla mia e presume soprattutto di avere una superiorità morale, allora non mi riconosco più nel partito democratico". Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, intervistato dal direttore Claudio Cerasa, al Foglio Tech Festival di Venezia, lancia un nuovo messaggio al Pd: nessuna alleanza governativa con il Movimento Cinque Stelle, ma l'inizio di un processo di ricostruzione per poter ridare un futuro al partito.

   


QUI l'intervento completo del ministro Calenda al Foglio Tech Festival


    

E se "tutti dicono che è questione di responsabilità per il paese", ecco che il ministro suggerisce alla guida democratica di mettere "sul piatto i problemi dell'Italia: assumiamoci tutti questa responsabilità e vediamo se il M5s vuole diventare davvero classe dirigente". Calenda sottolinea come un accordo senza questo ragionamento alla base della trattativa politica non dovrebbe essere nemmeno preso in considerazione: "Come si può fare un governo con un movimento che mentre io cerco di chiudere un accordo coi sindacati per far ripartire Ilva, presenta mozioni a Bruxelles per chiuderla? Un partito che mentre cerchiamo di portare avanti il Tap, promuove l'utilizzo delle sole energie rinnovabili? Non credo che la soluzione giusta sia questo 'accrocchio'. E non credo che sia la soluzione giusta neppure per i Cinque stelle". "Se i grillini non riescono a fare il governo, il Pd una proposta la dovrà fare, ma senza per forza sottostare alle condizioni di un eventuale governo Di Maio: non hanno vinto le elezioni, hanno preso il 30 per cento". 

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