Padellaro sbianchetta Travaglio sul M5s

Redazione

Marco Travaglio non ha dubbi: per lui la coerenza del M5s non si discute. Neppure quando Di Maio & Co. sbianchettano qua e là, all’insaputa degli attivisti che lo hanno votato, il programma. Che, per il direttore del Fatto, non è mai cambiato. “Era quello che Di Maio aveva presentato a Pescara il 21 gennaio e poi, con varie… diciamo modifiche, soprattutto grafiche, era stato ufficializzato in pdf, sul sito, il 21 febbraio”, decretava Travaglio martedì sera su La7. E smanacciando un po’ impacciato, insisteva: “Quel programma non è stato più modificato, e su quello hanno votato gli elettori il 4 marzo”.

 

Ora, non mette conto ricordare che quello “ufficializzato sul sito, il 21 febbraio”, è un testo già diverso rispetto a quello votato dagli attivisti online, alla faccia della trasparenza. Qui, più che altro, vale la pena notare come, nonostante l’incrollabile certezza del direttore, il Fatto continui a confermare, seppur con mille precisazioni, che le modifiche ci sono state eccome. L’ultimo a farlo, proprio ieri, è stato il presidente Antonio Padellaro. Che non nega affatto le “variazioni” del programma, dicendo peraltro che queste “non depongono a favore della granitica coerenza del gruppo dirigente Cinque stelle”, ma in sostanza le giustifica nell’ottica della “realpolitik”. Insomma, le modifiche ci sono state, e Padellaro nel suo articolo cita anche alcuni degli esempi pubblicati dal Foglio, ma sono necessarie per un partito che era di lotta e ora prova a reinventarsi di governo.

 

E dunque delle due l’una: o Travaglio era distratto, o nella redazione del suo quotidiano, nottetempo, ci sono state “varie… diciamo modifiche, soprattutto grafiche”, ma a sua insaputa.

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