Dalla Sicilia a Torino aumentano i riciclati nelle liste del M5s

Redazione

Non c'è solo il caso di Leonardo Franci, il candidato del M5s nel collegio uninominale di Siena che, come raccontato dal Foglio, è iscritto alla Lega e in passato ha militato anche in Forza Italia. Non c'è solo il caso di Salvatore Caiata, presidente del Potenza calcio già dirigente del Pdl (a Siena), oggi in corsa per un seggio alla Camera nelle liste del Movimento nel collegio Potenza-Lauria. Col passare delle ore le polemiche sui “riciclati” scelti da Luigi Di Maio per le elezioni del prossimo 4 marzo continuano a crescere.

 

Tutto in realtà era iniziato proprio il giorno in cui il leader politico del Movimento, in pompa magna, aveva annunciato la sua lunga lista di “professori e ammiragli” in una conferenza stampa al tempio di Adriano. Poco dopo la prima defezione. L'ammiraglio Rinaldo Veri era dovuto scendere dalla nave per il suo passato da consigliere comunale a Ortona, eletto in una coalizione a guida Pd. Non lo sapeva, forse lo aveva dimenticato, ma quella “macchia” sul curriculum lo rendeva incompatibile con le regole ferree del M5s.

 

Peccato che, da allora, la lista degli ex-qualcosa si è incredibilmente allungata. In Sicilia, ad esempio, fa discutere e non poco il nome di Francesco Mollame, candidato a Marsala in un collegio uninominale al Senato, ma che nel 2008 (vedi foto sotto) si era presentato come sindaco di Partinico con il Mpa di Raffaele Lombardo.

 

  

L'ex grillino Riccardo Nuti attacca: “Ma chi ha scelto questo nome? I referenti di Di Maio, Corrao e Cancelleri, avranno controllato prima di evitare figuracce giusto?“

  

Ma Mollame non è l'unico “riciclato” del M5s. Con lui ci sono anche Gaspare Marinello, che corre per il Senato ad Agrigento ma che nel 2009 era nelle liste del Pdl alle amministrative a Sciacca, e Vittoria Casa, candidata M5s nel collegio uninominale a Bagheria, ma ex Pd con un passato da assessore in una giunta formata da Democratici, Udc e finiani.

 

Risalendo la penisola fa discutere la candidatura di Paolo Lattanzio, anche lui ex Pd, che i grillini hanno scelto come candidato nel collegio uninominale di Bari. Mentre in Calabria il nome finito sotto processo è quello di Silvia Vono che, dopo un'esperienza in una giunta guidata dal sindaco di centrosinistra Ernesto Alecci a Soverato, è stata anche presidente del circolo locale dell'Idv.  

 

A Torino, invece, a “denunciare” il passato forzista, e non solo, di Paolo Turati (candidato M5s nel collegio uninominale della Camera) è Marco Grimaldi di Leu: “Prima ha sostenuto la candidatura di Bresso nel 2010, poi è passato con Cota, quindi ha sostenuto Porchietto e Picchetto Fratin. Legittimo? Ci mancherebbe. Come è legittima la sua storica amicizia con un altro big di Forza Italia come Angelo Burzi, con cui ha dato vita alla fondazione Magellano, o l'attivismo nella fondazione Magna Carta dell'ex ministro Gaetano Quagliariello”. Insomma un bel curriculum che, accusa ancora Grimaldi, viene lentamente rimosso dal web. La rete, nonostante quello che dicono i grillini, a volte perdona.

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