Calenda smonta le promesse del Pd sul canone Rai

Redazione

"Non capisco perché dopo aver fatto tante cose serie e buone per la crescita, gli investimenti e l'occupazione – vedi dati Istat di oggi – si debba ricadere sulla linea delle promesse stravaganti a tutti su tutto. È un peccato". A parlare è il ministro Carlo Calenda, riferendosi alle indiscrezioni riportate da Repubblica questa mattina, secondo cui il segretario del Pd Matteo Renzi starebbe pensando di proporre l'abolizione del canone Rai alla prossima direzione del partito in vista delle elezioni di marzo.

Dopo aver riformato il canone mentre era presidente del Consiglio, introducendolo nelle bollette elettriche, il segretario del Partito democratico starebbe ora valutando di intervenire di nuovo sul tema. Ma Calenda spiega: "Spero che l'idea di abolire il canone Rai sostituendolo con un finanziamento dello stato non sia la proposta del Pd per la campagna elettorale, come riportato da Repubblica. I soldi dello stato sono i soldi dei cittadini e dunque sarebbe solo una partita (presa) di (in) giro", ha scritto il ministro su Twitter. 

  

   

A difendere la proposta che potrebbe essere avanzata da Matteo Renzi, rispondendo al ministro su Twitter, è il deputato Pd Michele Anzaldi, segretario della commissione di vigilanza Rai: "Caro Calenda, se tagliamo 1,5 miliardo di spesa pubblica ed eliminiamo il canone Rai i cittadini pagano meno. Altro che presa in giro: serve un processo di modernizzazione ed eliminazione sprechi, unici in panorama tv, con risparmio immediato di 500mila euro. Far risparmiare cittadini come con stop Imu". 

  

     

Lo scambio continua con l'ultima risposta del ministro, che rilancia sul tema della privatizzazione Rai: "Se si vuole affrontare la questione del canone allora si ragioni su privatizzazione Rai altrimenti è presa in giro". 

  

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