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Sanremo si prepara alla coppia del futuro, Cuccarini-Savona

Sugli ascolti la linea è coerente: “Se l’Auditel vuole dire la sua, si candidi”

7 Febbraio 2019 alle 06:00

Sanremo si prepara alla coppia del futuro, Cuccarini-Savona

Lorella Cuccarini e Paolo Savona - Sanremo 2019 (elaborazione grafica Il Foglio)

Sanremo, dal nostro inviato. Il Festival è in recessione tecnica. I dati d’ascolto forniti da Auditel dopo la prima serata parlano di un calo di un milione 600 mila telespettatori rispetto all’anno scorso, con un rapporto deficit/pil che sfora abbondantemente il 2 per cento di share e lo spread che schizza in testa alla classifica provvisoria. E ora si teme che da Sanremo possa partire il contagio globale: ascolti bassi per Ballando con le stelle, “Tale e Quale”, “Don Matteo”. Nervosismo in sala stampa: “Se l’Auditel vuole dire la sua, si candidi” è il commento della Rai1 sovranista, che scarica le colpe sui Festival precedenti e sullo stipendio di Fabio Fazio. Baglioni invece ostenta ottimismo: “Il 2019 sarà un anno bellissimo”; intanto però ha fatto domanda per quota cento. Al suo posto, il prossimo anno, sul palco dell’Ariston potrebbe esserci la coppia Lorella Cuccarini-Paolo Savona. In gara, già super favorita per la vittoria, Rita Pavone. E dal Venezuela, né Maduro né Guaidó hanno riconosciuto il Festival: “Troppo lungo, e poi non c’erano i fiori sul palco”.

  

Intanto è emergenza sanitaria: al reparto di rianimazione dell’ospedale di Sanremo non riescono a svegliare i molti che sono caduti in catalessi durante la prima serata del Festival, sopraffatti dalla noia. Lo chiamano “coma Baglioni”, ed è degenerativo.

  

I dati del voto della giuria demoscopica sono segreti, ma dal confusissimo grafico provvisorio (che riprendere i colori della bandiera della Romania: più didascalico di così!), trasmesso in diretta sul palco dell’Ariston, trapela la volontà popolare: Il Volo (spinto dalla propaganda russa) è già dato tra i favoriti, mentre i rapper e cantanti indie del Pd sono sotto il 20 per cento.

  

Per le vie di Sanremo è il caos. In giro c’è il sosia di Johnny Depp, con la scorta-sosia a sua volta della scorta del vero Johnny Depp? Quel che è certo, è che il disagio mentale che c’è dietro a un sosia non è minimamente paragonabile a quello che c’è dietro a chi gli fa la scorta. Ma entrambi sono niente, rispetto al disagio di chi li ferma per una foto.

  

E c’è anche di peggio: in giro per Sanremo ci sono i cartonati a grandezza naturale dei cantanti in gara. E con i miei stessi occhi ho visto una signora farsi fare una foto da suo marito con il cartonato di Nek. E questa gente vota – la signora, non il cartonato; purtroppo.

  

Il dubbio a questo punto, vista anche la performance sotto tono, è che il Festival sia condotto a sua volta dai sosia di Claudio Bisio e di Virginia Raffaele, e dal cartonato di Baglioni. E a quel punto anche l’autenticità dei cantanti è dubbia, specie dopo averli sentiti stonare più o meno tutti. E Bocelli? E Cocciante? Chi ci dice che fossero veramente loro, e non dei sosia? I mitomani sono in mezzo a noi: nelle urne, al governo, forse anche sul palco dell’Ariston.

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Commenti all'articolo

  • verypeoplista

    verypeoplista

    07 Febbraio 2019 - 11:11

    Immagini la lotta per l'audience tra i due citati (la coppia) e l'altro presentatore di documentari, rigorosamente actor solo, Mattew Renzi che sta muovendo i primi passi nell'auditel. Per chi suonerà la campana?, poetava John Donne

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