Pizza, Unesco e dieta: “Mo ce magnamm' tutt' chell che è 'o nuost'”

La pizza napoletana è la cosa più buona del mondo, anche l'Unesco ci dice di mangiarla, anche a dieta!

7 Dicembre 2017 alle 22:30

Pizza, UNESCO e dieta: “Mo ce magnamm' tutt' chell che è 'o nuost'”

#theonlyfoodporn, foto di Alessandro Baiano via Flickr

La pizza è la cosa più buona del mondo PUNTO. Vorrei chiuderla qui. Perché è giusto così, la pizza è tremendamente buona e non me ne frega nulla delle sue proprietà nutrizionali. Ma il nome del blog è IN CIBO VERITAS e voglio/devo parlarvene in chiave pseudonutrizionale.

 

La pizza si fa con:

  • Acqua (circa 100 cc per una pizza)
  • Sale (qb)
  • Lievito
  • Farina di tipo 00 (tra i 150 e i 200 g per pizza)
  • Condimenti

 

Semplicissima. Vediamo dal punto di vista nutrizionale cosa vuol dire mangiarsi una pizza.

 

Partiamo dall’impasto, dove troviamo soprattutto carboidrati. Ammontano a circa 127 g in 170 g di farina (quantità media per una porzione), più o meno il 75% della quota giornaliera totale. Una bella botta. Poi abbiamo i condimenti, che possono aggiungere proteine (salumi, pesce, formaggio) e grassi (olio e grassi animali). In sostanza con una pizza arriviamo tranquillamente a 800 Kcal, quasi il 50 % del totale giornaliero, e non sto contando la birra che d’obbligo l’accompagna.

 

Ma allora, va bene mangiarla? Partendo dal fatto che mi piace troppo per ridurre il suo consumo ad una corretta abitudine alimentare, c’è da dire che il miglior momento per consumare una pizza sarebbe dopo l’attività fisica. Partita di calcetto con gli amici, uscita in bicicletta di 50 km, match di doppio a tennis, workout di crossfit con il gruppo e poi una bella pizzata, cosa c’è di meglio!? Ecco, consumata così la pizza si può sposare con una dieta equilibrata, così è un’eccezione contenuta, che può andar bene anche tutte le settimane, senza farvi venire i sensi di colpa oddiofaccioschifosonograssoemorirò.

 

E poi, se si volesse essere ancora più attenti, potremmo avere alcuni accorgimenti.

 

Ad esempio: mangiare una pizza integrale. Non fate come la scimmia che non vede, non sente e non parla. La pizza integrale non è un abominio, anzi è ancora più rustica e originale come sapore. Le farine che si producevano in casa, artigianalmente, fino a cent’anni fa, e anche meno, non erano di tipo 00, ma conservavano gran parte della fibra del grano e perciò erano integrali o comunque molto più grezze. Una pizza con farina integrale è più facile da digerire, ha meno carboidrati, che inoltre presentano un indice glicemico più basso e “fanno ingrassare meno”.

 

Inoltre potremmo prendere una pizza senza mille salumi o formaggi ed evitare di aggiungervi sopra ulteriore olio. La pizza alla marinara è perfetta secondo me (tra l’altro è la mia preferita e la più originale, insieme alla margherita).

 

Comunque, non fatevi paranoie sulla pizza, se volete potete mangiarla senza incorrere in strafalcioni dietetici.

 

E poi, sinceramente, possiamo ridurre un patrimonio dell’UNESCO ad un argomento dietetico?: “No grazie”, dice il dietista, “magn’t ‘sta pizz e sta’ senza pnzier!”.

 

Buona mangiata a tutti.

Giacomo Astrua

Agonista di professione. Ho vissuto e vivo lo studio, lo sport e il lavoro come un agonista. Nato a Torino. Quarto di cinque figli. Sposato da un anno. Padre. Mi sono dedicato per tre anni alle malattie metaboliche per poi abbracciare del tutto la mia passione per lo sport lavorando come dietista sportivo per atleti olimpici, calciatori di massimo livello e per la FIAT Torino Auxilium.
In Cibo Veritas nasce per questa passione, questo agonismo per il mondo della nutrizione e per il cibo!
Buona mangiata a tutti.

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Commenti all'articolo

  • tamaramerisi@gmail.com

    tamaramerisi

    07 Dicembre 2017 - 23:11

    Con rispetto parlando, i miliardi all'Unesco (per quello che oggi rappresenta) sono un affronto alla moralità cosi grave che da oggi la pizza napoletana è stata marchiata di infamia. Invece che celebrare dovremmo piangere, di vergogna se non altro, al pensiero dei voti per le risoluzioni onu che spenderemo per una stupidissima pizza.

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