Elenco esaustivo e a tratti demenziale di tutti i candidati sindaco a Milano, veri e wannabe

Da Lupi a Civita, passando per Bozzetti e Filippo Champagne. In attesa che la politica (quella vera) si impegni a trovare qualche nome forte, i candidati sindaci potenziali sono più numerosi delle squadre dei Mondiali

18 GIU 26
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Palazzo Marino, sede del Comune di Milano (foto ANSA)

Il sindaco? Un lavoro usurante e malpagato: non lo vuole fare nessuno. A chi lo dice, basterebbe replicare con Esopo: la volpe e l’uva. Infatti a Milano si sta verificando un fenomeno tra il paradossale e il paranormale: in attesa che la politica (quella vera) si impegni a trovare qualche nome forte, i candidati sindaci potenziali, già in campo e wannabe, sono più numerosi delle squadre dei Mondiali. Altro che primarie, ci vorrebbero gironi all’italiana. E allora eccoli, in rigoroso disordine di apparizione.
Apre la formazione Maurizio Lupi, formalmente candidato da La Russa: centrista, lo conoscono già tutti. Poi c’è Antonio Civita, autocandidatosi da qualche mese. Nino La Lumia, presidente dell’Ordine degli avvocati, “a disposizione” da una settimana o poco più. Tra poco potrebbe essere la volta del portavoce del comitato Famiglie sospese Filippo Borsellino, che gongola per l’esito della sentenza di Torre Milano. C’è Giovanni Terzi, già assessore di Moratti nonché marito di Simona Ventura: pare che la famiglia Berlusconi approvi, ma chissà. Di questi tempi c’è la fila in corso Venezia. C’era anche in campo Letizia Moratti, poi è un po’ sparita dai radar. Continuano a parlare, sempre nel centrodestra a trazione Fdi, di Giovanni Bozzetti presidente di Fondazione Fiera, anche se chiunque lo conosca sa che preferisce rimanere nel suo ruolo, che sta svolgendo molto bene. Della coppia di ex rettori non si parla più, anche perché non sono più disponibili. Ferruccio Resta ha opportunamente dato il suo endorsement ad Antonio Civita. Giovanna Iannantuoni, ex rettrice della Bicocca, ha declinato più volte le offerte. Certo, i ripensamenti dell’ultimo minuto ci possono essere. E pure i “pensamenti”: a Roma si parla di Matteo Salvini, anche se lui nicchia. Del resto come potrebbe fare il segretario della Lega, il ministro dell’Interno e pure il sindaco di Milano? La gazebata del Carroccio però potrebbe portare in lizza Silvia Sardone o – perché no – Alessandro Morelli. Sono nomi che girano. Come quello – validissimo – dell’ex presidente di Assolombarda Alessandro Spada. Abbiamo finito, a destra? Macché. C’è chi parla di Alessandro De Chirico o di Giulio Gallera per FI. Su qualche giornale è apparso il nome di Guido Bertolaso. O Pietro Tatarella, da consigliere comunale a innocente carcerato a falegname: dignità enorme. evergree era Regina De Albertis, ma dopo l’addio ad Ance e i finanzieri in casa la mattina alle 3 a perquisire per la follia delle inchieste urbanistiche, l’opzione non pare percorribile. E Paolo Del Debbio? Lui privatamente smentisce ma pubblicamente non ha detto nulla contro l’ipotesi di correre per Vannacci. E che dire di Roberto Parodi, il beniamino dei motociclisti, cognato di Giorgio Gori? Un anno fa si scrisse che “stava riflettendo. Può essere lui l’uomo del generale? Facciamo di conto: il centrodestra ha in campo o in ipotesi ventuno (21!) nomi.
Centrosinistra. Spoiler: sono solo 12. In campo ci sono Pierfrancesco Majorino e Anna Scavuzzo. Facendo il loro, mentre aspettano che Mario Calabresi faccia il suo. Emmanuel Conte, assessore al Bilancio e al Piano casa, continua a fare campagna lavorando. Recentemente si è fatto fare una maglietta con un extraterrestre e la scritta “strategia aliena”. Nel senso che quando mai si è visto uno che fa campagna elettorale con i fatti concreti? Lorenzo Pacini va avanti con i suoi video virali e il battage sulle primarie. C’è chi tira per la giacca Umberto Ambrosoli. Poi c’è la sinistra-sinistra. Francesca Cucchiara viene data più a Roma (Parlamento) che nelle primarie milanesi, ma chissà. Gianni Barbacetto un po’ si dispiace per la sentenza di Torre Milano, ma rinfocola la battaglia. Stesso discorso per Veronica Dini. Chi è costei? La grande tessitrice di tutti gli esposti (o quasi) che hanno fatto scoppiare la vicenda dell’urbanistica. Avvocato, è la traduzione in atti (giudiziari) delle ideologie contro la Milano di Sala di Lucia Tozzi. A oggi il candidato dei centristi potrebbe essere Carlo Cottarelli. Anche a sinistra qualche rettrice c’è: si tratta di Donatella Sciuto del Politecnico. Poi ci sarebbe anche l’ex direttore Ferruccio De Bortoli: un nome (validissimo peraltro) che gira letteralmente da lustri. Lui non ha mai voluto, ma chissà. Completa il quadro Massimiliano Lisa, di Milano Libera, già in campo con la ex procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano, pronta a fare la vicesindaco in caso di vittoria. Infine c’è Filippo Champagne: pure lui vuole candidarsi sindaco. In fondo, c’è spazio per tutti: perché non convergere su di lui?