Il passo indietro dell'ex pm Tiziana Siciliano per le comunali di Milano: "Troppi attacchi e falsità"

L'ex magistrata rinuncia a candidarsi come vicesindaca. Da procuratrice aggiunta della città coordinava il pool che nel 2025 iscrisse il sindaco Sala nel registro degli indagati nell'ambito della maxi-inchiesta sull'urbanistica

25 SET 26
Ultimo aggiornamento: 09:33
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Foto ANSA

La magistrata Tiziana Siciliano rinuncia a candidarsi alle prossime elezioni comunali. "Avevo messo in conto di essere coinvolta nelle normali polemiche, anche le più aggressive, delle campagne elettorali, ma i gravi attacchi a base di falsità e insinuazioni legati alla mia passata professione, seguiti alla sola dichiarazione di disponibilità, mi hanno imposto una riflessione alle cui conclusioni sono giunta ora", ha detto l'ex magistrata a Open. Da procuratrice aggiunta di Milano, Siciliano coordinava il pool che nel 2025 iscrisse il sindaco Beppe Sala nel registro degli indagati nell'ambito della maxi-inchiesta sull'urbanistica. 
Come ricordiamo qui, Siciliano è andata in pensione nel dicembre 2025. Poco prima ha guidato le inchieste sull’urbanistica che da tre anni hanno sconquassato la vita politica ed economica della città meneghina.
A inizio estate è arrivata la notizia della sua candidatura a vicesindaca nella lista civica  'Milano Libera', promossa da Massimiliano Lisa (titolare di Leonardo3, museo situato nella Galleria Vittorio Emanuele II) che sarà comunque in lizza. “Posso solo dire che non è una sorpresa”, aveva commentato ai tempi il sindaco di Milano, Beppe Sala.
La notizia, del resto, aveva suscitato diverse polemiche. Come scriveva Luigi Ferrarella del Corriere, citato qui, l’ex procuratrice aggiunta di Milano aveva accettato l’impegno politico con Lisa "pur sapendo di aver proprio lei, in qualità di capo nel 2025 del pool reati contro la pubblica amministrazione, assegnato a una pm del pool l’esposto di Lisa; e che si è resa disponibile alla candidatura senza considerarne l’inopportunità proprio anche nei confronti della sua ex procura, che sapeva stesse valutando l’esposto di Lisa”. La prosecuzione della lotta giudiziaria con altri mezzi.
Lungo la sua carriera, Siciliano ha seguito processi di grande rilevanza mediatica: dal caso Ruby a quello sulla clinica Santa Rita, ribattezzata la 'clinica degli orrori', a quello sul disastro ferroviario di Pioltello del 2018, dal processo a Marco Cappato per il caso Dj Fabo all'incendio della Rsa Casa per coniugi. "C'è chi ha voluto vederci la finalizzazione di una volontà di carriera politica già esistente quando ancora ero in magistratura", ha raccontato al quotidiano online la ex pm. Che ha optato per un passo indietro, per "non coinvolgere in malsane polemiche l'istituzione di cui sono onorata di avere fatto parte per 40 anni e a cui sento ancora, moralmente, di appartenere", e "preservare da ogni strumentalizzazione l'attività di chi continua in modo imparziale a operare al servizio della cosa pubblica e in particolare i colleghi della Procura che hanno lavorato con serietà e impegno".