L’ex pm Siciliano si candida a Milano dopo aver sconquassato la città con le indagini urbanistiche

L'ex pm Tiziana Siciliano, che prima di andare in pensione ha condotto le indagini sull'urbanistica contro il comune, si candida alle prossime elezioni nella lista di un candidato sindaco in guerra legale col comune. Sala: "Non mi sorprende". Intanto ieri i lavoratori della Direzione urbanistica hanno manifestato a Palazzo Marino chiedendo maggiore stabilità

29 MAG 26
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Tiziana Siciliano (Ansa)

“Posso solo dire che non è una sorpresa”. Con queste parole ieri il sindaco di Milano, Beppe Sala, ha commentato la notizia della candidatura dell’ex pm Tiziana Siciliano come vicesindaca alle prossime elezioni comunali milanesi. Siciliano è andata in pensione lo scorso dicembre e nel suo ultimo periodo in servizio alla procura di Milano ha guidato le inchieste sull’urbanistica che da tre anni hanno sconquassato la vita politica ed economica della città meneghina. Sala sembra fare ricorso all’ironia quando afferma che la discesa in politica di Siciliano “non è una sorpresa”. In effetti in un paese normale lo sarebbe: un magistrato conduce per anni indagini contro l’amministrazione comunale per le sue decisioni in materia di edilizia e, una volta andato in pensione, appena svestita la toga, si candida a guidare la città in una lista civica di opposizione. In un paese normale si porrebbe quantomeno una questione di opportunità, ma nell’Italia dei Di Pietro, Violante, Ingroia, De Magistris, Grasso, Emiliano, Roberti, De Raho, Scarpinato e chi più ne ha più ne metta, la candidatura di un magistrato non fa più notizia.
A rendere, però, particolarmente singolare la discesa in campo di Siciliano non è soltanto il brevissimo tempo intercorso tra il pensionamento e la candidatura, ma anche un altro elemento: l’ex pm sarà la candidata vicesindaca dell’imprenditore Massimiliano Lisa, titolare di Leonardo3, museo situato nella Galleria Vittorio Emanuele II e da anni al centro di una battaglia legale proprio con il comune, che ha contestato a Lisa diverse irregolarità amministrative e morosità, tanto da dichiarare decaduta la concessione degli spazi. I giudici del Tar della Lombardia hanno anche dato ragione al comune, riconoscendo il mancato pagamento di canoni per tre milioni di euro. Dunque, Siciliano, che da pm ha condotto indagini contro il comune, si candida nella lista di un candidato sindaco in guerra legale col comune. Non si comprende come tutto ciò si concili con la visione moralistica di Siciliano, che anche il giorno dell’annuncio della sua candidatura ha dichiarato che “a Milano serve una rottura morale”. Ma ormai, riprendendo le parole di Sala, non stupisce più nulla.
Proprio ieri mattina, intanto, per la prima volta da quando è partita l’ondata di inchieste sull’urbanistica, i lavoratori della Direzione urbanistica del comune di Milano (su iniziativa dei sindacati milanesi Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp e Csa, con la Rsu del comune) hanno svolto un presidio davanti a Palazzo Marino per chiedere maggiore stabilità in questo momento difficile segnato dalle inchieste. I lavoratori “non possono continuare a essere l’anello debole di un conflitto determinato da differenti interpretazioni normative e da lacune legislative che si trascinano da anni”, hanno affermato i sindacati, sottolineando come sia “difficile immaginare il peso psicologico di chi, con uno stipendio di circa 1.400/1.500 euro al mese, convive da oltre tre anni con il timore di dover rispondere personalmente, anche sul piano economico, con rischi che possono arrivare a centinaia di migliaia di euro”.
I rappresentanti delle sigle sindacali sono stati ricevuti dal vicesindaco Anna Scavuzzo. “Abbiamo chiesto al Comune, oltre a un incremento delle assunzioni, di mantenere la tutela legale ai dipendenti fino all’ultimo grado di giudizio, anche nel caso di eventuale condanna per colpa. L’unica colpa che hanno avuto i lavoratori, infatti, è quella di aver applicato le regole che gli sono state date con delibere di consiglio comunale, di giunta e delibere dirigenziali”, dice al Foglio Rosario Rubino, coordinatore della Cisl Funzione pubblica di Milano. “Ci siamo lasciati con l’impegno a fare un protocollo d’intesa comune. Il vicesindaco si è mostrata disponibile e ci rivedremo il 15 giugno”, aggiunge Rubino.
Nel pomeriggio ai lavoratori del comune è giunta la solidarietà dello stesso sindaco Sala: “Io sono più che vicino a loro. Cercheremo di fare tutto il possibile. E’ chiaro che sono un paio d’anni che stanno facendo una vita infernale”. "E’ molto difficile far capire ai cittadini cosa vuol dire oggi firmare degli atti, prendersi delle responsabilità con il rischio di avere un avviso di garanzia quando fai tutto in buona fede – ha aggiunto Sala –. Per cui cercheremo di fare il possibile per stare loro ancora più vicino”.