Vigilare su Oleshky. Il Cremlino e le operazioni di propaganda indirizzate alla Casa Bianca

La tregua umanitaria rischia di diventare una messinscena da Mosca per attribuire a Kyiv la responsabilità della crisi. Come già a Mariupol, Putin potrebbe usare le immagini di una città devastata per condizionare Washington e alimentare la narrazione di un’Ucraina che non vuole la pace
27 OTT 26
Immagine di Vigilare su Oleshky. Il Cremlino e le operazioni di propaganda indirizzate alla Casa Bianca
Fino a qualche mese fa nessuno conosceva il nome di Oleshky, la cittadina che Mosca tiene in ostaggio. Nessuno conosceva la realtà di un posto dentro a due linee del fronte affamato e recluso che l’Ucraina osservava con i droni e la Russia invece usava per farsi scudo da quei droni. Oggi Olehsky è un nome noto, un simbolo. Secondo quanto risulta al Foglio c’è la possibilità che il Cremlino abbia iniziato a trasformare la tregua umanitaria in uno spettacolo di propaganda. Lo ha fatto già in passato quando Mariupol, la città assediata, è stata ricostruita e le telecamere della propaganda hanno mostrato la rinascita sui morti che doveva apparire come un momento di celebrazione per Mosca. A Oleshky non ci sono teatri ricostruiti da mettere in mostra ma ci sono rovine e una popolazione indigente al quale potrebbe essere riservato un ultimo torto: diventare parte della propaganda per dimostrare che è Kyiv il problema, che non si arrende al fatto che ormai lì è arrivata la Russia. Le immagini di Oleshky arriveranno alla Casa Bianca e quello che sarà mostrato potrà avere un impatto su un presidente degli Stati Uniti che nelle ultime settimane ha ricominciato a umiliare l’Ucraina, a vantare la sua amicizia con il capo del Cremlino, Vladimir Putin, e a ripetere la propaganda di Mosca su Kyiv che non vuole la pace. La Russia usa Trump e se ne bea, fornirgli anche delle immagini da Oleshky, trasformare una tragedia in una farsa è parte della guerra condotta finora. Tutto quello che uscirà da Oleshky in questi giorni va analizzato, osservato, approfondito. Putin ha già accusato Kyiv, lo ha fatto parlando al telefono con il Papa, Leone XIV, e un’operazione umanitaria rischia di trasformarsi in un’operazione di propaganda diretta al mondo e soprattutto a Washington. In inverno l’invasione di Mosca fa molta più fatica ad avanzare, l’Operazione Vivaldi dell’esercito ucraino ha imposto ai soldati russi una ritirata. Quello che Putin non ottiene sul campo di battaglia ora lo sta cercando alla Casa Bianca, Oleshky e la sua storia sono lì nel mezzo.