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Vučić ammette la sconfitta, gli studenti vincono elezioni parlamentari in Serbia
Alle 9 di sera l'ex presidente della Repubblica ha ammesso la sconfitta dopo una giornata di tensioni e segnalazioni di irregolarità al voto. Due anni dopo il crollo della pensilina di Novi Sad e le 16 vittime ricordate nei blocchi del traffico ogni giorno, gli studenti hanno vinto

La folla che marcia su Kralja Milana (foto Camillo Cantarano)
Aveva promesso che non avrebbe contestato il risultato, ed effettivamente così è stato. Dopo quasi 15 anni da deus ex machina della politica serba, Aleksandar Vučić è un cittadino come gli altri. Poco dopo le 9 di sera, l’ex presidente della Repubblica ha ammesso a denti stretti che "gli studenti hanno vinto", sebbene poi ha attaccato i pochi media indipendenti rimasti (passeranno alla storia le minacce in campagna elettorale di "mettere presto dietro le sbarre chi mi ha diffamato, ovvero la redazione del settimanale Radar) e il deep state americano per aver fatto campagna contro di lui. Ma tant’è: gli studenti vincono intorno al 53 per cento, la lista del presidente uscente Serbia Unita si deve accontentare del 40 per cento. "Stasera la voce della gente è stata ascoltata, stasera festeggiamo. Ma domani, costruiamo il futuroW, dice l’ex attore e candidato Radimir Saćić, "stasera ha vinto il futuro e la Giustizia". Ma il risultato era tutt’altro che scontato.
Il racconto della giornata
L’affluenza si preannuncia una delle più alte della storia serba fin dalla mattinata: alle 10 hanno già votato circa il 20 per cento degli aventi diritto, saranno oltre il 70 per cento a urne chiuse. Vučić vota alle prime luci dell’alba dal suo seggio a Nuova Belgrado. Sradnović, il suo avversario mediatico, fa lo stesso in mattinata nella “sua” Novi Sad. Ma fin dall’ora di pranzo, iniziano ad arrivare notizie preoccupanti di irregolarità da parte di Crta, una delle principali organizzazioni per il monitoraggio della trasparenza del voto: nel 25 per cento dei seggi vengono osservate irregolarità, soprattutto legate a persone che filmano e fotografano il loro voto (una delle pratiche “classiche” per il voto di scambio).
Nel pomeriggio, la situazione si fa ulteriormente incandescente: nel Parco Pionerski, dove da marzo 2025 c'è un accampamento paramilitare di simpatizzanti del Governo soprannominato ćacilend, si iniziano ad ammassare mezzi della polizia antisommossa, soldati e supporters del Governo incappucciati, i cosiddetti ćaci. La situazione si fa sempre più incandescente, e alla chiusura dei seggi c’è un enorme cordone di polizia e gendarmeria intorno al Parlamento, pronto a uno scontro frontale.
Alle 9 gli studenti hanno già vinto
Fortunatamente, di violenza non ce n'è. Come detto, alle 9 Vučić concede la vittoria ai suoi avversari. Dopo circa una mezz’ora, la polizia apre la strada per via Kralja Milana e gli elettori degli studenti, fra cori di natura eterogenea (alcuni contro Vučić, altri di natura più nazionalista e anti-kosovara), si fanno strada fino all’accampamento di Pionerski. Ci sono effettivamente piccoli scontri di incappucciati con la polizia, che però si fa da parte e alla fine apre loro anche l’accesso per il parco nel centro di Belgrado, il simbolo più evidente del potere di Sns nella capitale. "C’erano persone che stavano premendo da dietro il parco, ma io mi trovavo di fronte al parco e al Parlamento", dice Tommaso Siviero, co-autore della newsletter Balkan Brew. "È stato impressionante, perché i supporters di Vučić sono scappati dal parco e sono scomparsi in mezzo alla folla in un tempo minuscolo. Si sono letteralmente volatilizzati".
Quello che segue è una scena poco edificante, ma liberatoria per i cittadini di Belgrado: le barriere vengono divelte, le tende distrutte, parte la marcia per il Parlamento. Dopo circa un’ora, iniziano i festeggiamenti veri e propri: centinaia di migliaia di cittadini si distribuiscono fra la piazza del Parlamento (piazza Nikola Pasić) e Trg Slavija, dove gli studenti avevano tenuto il 22 ottobre l’ultimo comizio prima di andare al voto. È per loro il momento della vittoria e dei festeggiamenti, che andranno avanti per tutta la notte. Due anni dopo il crollo della pensilina di Novi Sad e le 16 vittime ricordate nei blocchi del traffico ogni giorno, gli studenti hanno vinto. Da domani si vedrà cosa uscirà fuori da questa vittoria. Per adesso, è solo il momento di festeggiare.
