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alle urne •
L'ultimo atto della campagna elettorale in Serbia
Gli studenti in una piazza, e il comizio improvvisato di Aleksandar Vučić nell'altra. I programmi, i volti e gli ultimi slogan di due società antitetiche, divise come non mai

folla a piazza Slavija (foto: Camillo Cantarano)
“Vi proponiamo una scelta semplice: scegliete fra la Serbia e la mafia!”; “Non dimenticheremo che i nostri avversari hanno cercato di rovesciare lo stato”. E' la sera del 22 ottobre, l’ultimo giorno di campagna per le elezioni parlamentari prima del silenzio elettorale. La prima frase viene pronunciata a piazza Slavija nella città vecchia a sud del Danubio, dove si è ritrovata la lista degli studenti. La seconda nell’arena di Belgrado, a nord dei fiumi Danubio e Sava, da Aleksandar Vučić, il presidente uscente e candidato premier della lista Sns (partito riformista serbo). Ma non sono solo i fiumi a separare Sns e studenti: alle urne si sfidano due visioni antitetiche di Serbia, in una società divisa come non mai.
Serbia o mafia
“Slavija ci è particolarmente cara. Qui abbiamo tenuto la prima protesta, qui abbiamo dichiarato che il Governo era illegittimo la prima volta, qui trionferemo!”. Inizia con un annuncio a effetto il comizio degli studenti. Nati dopo il collasso della pensilina della stazione di Novi Sad, che ha ucciso 16 persone, hanno avuto una genesi travagliata e fatta di tanti cambiamenti: adesso hanno una lista di più di 250 persone fra accademici, sindacalisti, ex esponenti di ong. Non hanno un candidato premier ufficiale, anche se “l’applausometro” punterebbe verso Ilija Srdanović, 56 anni, professore di cardiologia a Novi Sad. Resta però il rifiuto a ragionare sui nomi e concentrarsi su una visione del futuro.
Il programma è soprattutto fatto di misure anti-corruzione e per il ripristino dello stato di diritto: da un lato, la creazione di una magistratura indipendente dal potere statale e di enti regolatori nel settore mediatico che spezzino il monopolio di Sns sui mezzi d’informazione serbi; dall’altro, un sistema di appalti più trasparente, un repulisti nella burocrazia statale e nella polizia (le cui assunzioni sono di solito legate alla fedeltà partitica), abolizione di alcuni monopoli. Ma anche una procura speciale anticorruzione (che in Serbia non esiste), fondi per le startup e nella sanità, che è in difficoltà.
Alcuni analisti ipotizzano addirittura una legislatura “costituente” in caso di vittoria degli studenti, per tornare al voto appena ripristinato lo stato di diritto.C
Qui Beogradski Arena
Dall’altro lato del fiume, altro contesto e altra atmosfera. Se da un lato l’immagine di Vučić è fortemente compromessa agli occhi di parte del paese, dall’altro lui può contare sulla maggioranza dei pensionati e degli impiegati statali. Persone che vivono nel culto della personalità dell’ex ministro dell’informazione di Slobodan Milošević, e che vedono in lui l’unico uomo in grado di guidarli in mezzo a un mondo ostile per partito preso alla Serbia.
Vučić annuncia salari minimi a 1500€, pensioni a 800, un governo snello e investimenti nella sanità. La promessa più sinistra ripetuta dal palco è che “Non permetteremo mai più alla politica di entrare in scuole e università. Vogliamo professori che insegnino”. Un programma che sembra propedeutico a una serie di licenziamenti nel mondo accademico serbo. Ha anche promesso ai giornalisti che, “molto presto chi mi ha diffamato si troverà dietro le sbarre. Sanno solo mentire e odiare”.
Sondaggi
La forte polarizzazione, unita a una lunga tradizione di manipolazione del voto da parte di Sns, fa sì che non si possa indicare un vincitore in anticipo in questa contesa. Diversi sondaggi danno in vantaggio una parte o l’altra, spesso contraddicendosi tra di loro. Ipsos dà avanti la coalizione di Vučić, Serbia Unita, al 47 per cento contro il 40 per cento degli studenti; Nacija TV prevede uno scontro 42-42.9 per cento a favore di Vučić; infine, l’istituto Nspm pone gli studenti in vantaggio di circa due punti, 44.4 a 42.7 per cento.
A vedere le piazze, non ci sarebbe contesa: anche giovedì, il comizio della lista studentesca ha attratto 150.000 persone, contro le circa 10.000 presenti all’arena di Belgrado. Ma le piazze non sono tutto, e la capitale è particolarmente ostile a Vučić.
Corsa ai voti nazionalisti
Nelle ultime settimane, il voto si sta ulteriormente polarizzando: a sestra ci si sta spostando verso Sns o gli studenti. Un serbatoio decisivo. Anche per questo, in mezzo a balli e promesse, ci sono stati un paio di interventi più marcatamente nazionalisti sul palco. E Vučić ha più volte accusato gli studenti di essere manovrati direttamente dal Kosovo. La differenza, se vogliamo vederne una, è che gli studenti stanno conducendo una campagna più marcatamente nazionalista “orientata alla Serbia”, mentre Vučić ha pretese d’influenza non solo sul Kosovo, ma anche sulle parti di Bosnia a maggioranza serba.

