La strategia dell’Ue con Trump è prendere tempo. Il vertice su energia, dazi e Ucraina

La risposta immediata dell’Ue all’accordo sul diesel tra Trump e Putin è stata di continuare come se nulla fosse. Nessuna critica diretta al presidente americano. La Commissione ha detto che l’Ue proseguirà l’uscita dagli idrocarburi russi e ha annunciato nuovi esborsi per l’Ucraina 
14 OTT 26
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(Foto Getty)

Bruxelles. Donald Trump rivendica la sua “arte del deal”, nonostante i risultati siano sempre più discutibili. L’Unione europea spera di sopravvivere alle conseguenze dei tradimenti di Trump con la sua “arte di temporeggiare”. Al Consiglio europeo di domani e venerdì, molti dei temi all’ordine del giorno sono conseguenza diretta o indiretta delle scelte del presidente americano. La crisi dei prezzi dell’energia provocata dalla guerra contro l’Iran e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz occuperà una parte importante della prima giornata del vertice.
Gli europei sono costretti ad alzare muri commerciali con la Cina anche perché le esportazioni cinesi sono state dirottate verso il vecchio continente dopo la guerra dei dazi lanciata da Trump contro Pechino. Ma nessun tema è più urgente dell’Ucraina. I capi di stato e di governo discuteranno venerdì con Volodymyr Zelensky seduto al tavolo del Consiglio. L’accordo sul diesel concluso da Trump con Vladimir Putin, la richiesta di un cambio di presidente a Kyiv e la minaccia di tagliare le vendite di armi e la condivisione delle informazioni di intelligence minacciano direttamente non solo l’Ucraina, ma gli interessi di sicurezza europei.
L’Ue ha una strategia? Prendere tempo, limitare i danni, sperare di convincere Trump che Putin lo sta prendendo in giro e aspettare che passi la tempesta. “Ci siamo già trovati in questa situazione di dichiarazioni o misure provenienti dagli Stati Uniti su cui non concordiamo”, spiega al Foglio un alto funzionario dell’Ue: “Qual è la nostra reazione? Quando sorgono problemi, li affrontiamo. Per quanto riguarda il sostegno all’Ucraina e i rapporti con gli Stati Uniti, abbiamo un dialogo e continueremo ad averlo, perché non c’è alternativa migliore”.
La risposta immediata dell’Ue all’accordo sul diesel tra Trump e Putin è stata di continuare come se nulla fosse. Nessuna critica diretta al presidente americano. La Commissione ha detto che l’Ue proseguirà l’uscita dagli idrocarburi russi e ha annunciato nuovi esborsi per l’Ucraina. Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha ordinato di intercettare una nave della flotta ombra della Russia a oltre 400 miglia dall’isola de La Réunion nell’Oceano indiano.
Lunedì diversi leader e l’alto rappresentante, Kaja Kallas, hanno detto di sostenere la “tregua energetica” annunciata da Trump, ma hanno sottolineato che è stata subito violata dalla Russia. Ieri il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha detto che “questo non è il momento di alleggerire il regime di sanzioni, ma al contrario di rafforzarlo”. Ieri sono stati anche aperti due blocchi di capitoli negoziali per far avanzare il processo di adesione di Kyiv.
Il Consiglio europeo venerdì dovrebbe ribadire il proprio sostegno a Zelensky, promettere di aumentare la pressione sulla Russia e annunciare che l’Ue farà tutto il possibile per fornire sistemi di difesa aerea e missili. In privato funzionari europei e diplomatici nazionali riconoscono che la decisione di Trump manda all’aria la strategia comune portata avanti con gli Stati Uniti dall’inizio della guerra: alzare i costi per la Russia per convincere Putin ad accettare un cessate il fuoco.
Ma la speranza dei leader politici è che, guadagnando tempo con il dialogo, la nuova tempesta passi dopo le elezioni di midterm di novembre. Con Trump “dialoghiamo anche quando siamo in disaccordo e, come abbiamo visto in passato, molto spesso quel dialogo ci ha permesso di stabilizzare le relazioni e di ottenere risultati positivi”, spiega l’alto funzionario dell’Ue.
L’arte del temporeggiare ha permesso all’Ue di evitare il peggio nella guerra dei dazi del 2025. L’accordo concluso da Ursula von der Leyen è penalizzante per gli europei, ma non come dazi proibitivi in grado di paralizzare il commercio transatlantico. Gli europei sono riusciti a sventare l’idea di Trump di vietare le esportazioni di diesel, accettando di rilasciare parte delle loro scorte strategiche come si erano già impegnati a fare in marzo. Anche sulle sanzioni dell’Amministrazione Trump contro la Corte penale internazionale l’Ue ha scelto di giocare con il tempo, evitando di attivare subito lo Statuto di blocco per neutralizzarne gli effetti.
Ma sull’Ucraina c’è un limite all’arte del temporeggiare. Dopo quasi cinque anni di guerra, l’Ue non è ancora riuscita a sviluppare capacità autonome di intelligence o produzione sufficiente di sistemi di difesa aerea per assicurare a Kyiv la possibilità di difendersi. I ventisette hanno anche sempre più difficoltà ad approvare nuove sanzioni contro la Russia. Temporeggiare con Trump è diventato sinonimo di mancanza di alternative.