Attacchi a Kyiv e altre città. Ma sul fronte, i russi ingannati si arrendono

Andri Biletsky, il comandante del Terzo Corpo d’armata ucraino, ha annunciato la conclusione della terza fase di questa straordinaria controffensiva nel Donbas: 51 chilometri quadrati di territorio ucraino occupato sono stati riconquistati 
29 SET 26
Immagine di Attacchi a Kyiv e altre città. Ma sul fronte, i russi ingannati si arrendono

(Foto Getty)

Il terrore di Vladimir Putin si è abbattuto sul centro di Kyiv ieri più volte, i “droni dell’orrore” hanno colpito l’Accademia delle Scienze e poi l’ospedale Dobrobut, nel centro della città, ci sono morti, feriti, macerie, come anche in altre città dell’Ucraina. Il presidente Volodymyr Zelensky ha fatto il riepilogo osceno degli obiettivi civili colpiti dai russi, ha fatto le condoglianze alle famiglie delle persone uccise e ha detto: “Ogni alleato dell’Ucraina può vedere da questo terrore, da questi raid, che sostenerci significa davvero sostenere la vita delle persone, sostenere il principio secondo cui il terrore non deve essere normalizzato, da nessuna parte”.
Putin è inferocito contro i civili ucraini, mentre il resto del mondo si illude – con più o meno buona fede, – che sia in corso qualche genere di negoziato, mentre sul fronte i russi si arrendono: sì, si arrendono di fronte all’Operazione Vivaldi. 
Andri Biletsky, il comandante del Terzo Corpo d’armata ucraino, ha annunciato la conclusione della terza fase di questa straordinaria controffensiva nel Donbas: sono stati liberati gli insediamenti di Nove, Ridkodub e Katerynivka, mentre è stato ripristinato il pieno controllo su Karpivka e Novomykhailivka e altri 51 chilometri quadrati di territorio ucraino occupato dai russi sono stati riconquistati. I nomi suonano sconosciuti ai più, ma basti sapere che questi villaggi sono in quel territorio a cavallo tra l’occupazione russa e la zona grigia che molti arrendevoli commentatori considerano sacrificabile: diamo il Donbas a Putin, così si placa, dicono. Gli ucraini e i più solidi tra i loro alleati sanno che la Russia è insaziabile e che non è concedendo che si fermerà, ma respingendola sul campo (e nei palazzi internazionali).
Secondo la ricostruzione che ha fornito Biletsky, i suoi soldati hanno ingannato le forze russe, che si aspettavano l’attacco più duro nell’area di Shandryholove-Zelena Dolyna. Nel tentativo di difendere quel settore, i russi hanno fatto arrivare soldati da altre zone e hanno lanciato varie offensive verso Shandryholove. Ma non era lì che si stavano dirigendo gli ucraini, erano diretti a Nove. “E’ stato preso il nodo chiave del nemico sulla testa di ponte, il grande insediamento di Nove. Aveva un’importanza decisiva per l’operazione. La logica dei combattimenti era questa: chi controlla le alture attorno a Nove ha l’iniziativa”, ha dichiarato il comandante del Terzo Corpo d’armata.
Nel corso della terza stagione dell’Operazione Vivaldi (la musica che accompagna i comunicati è quella delle “Quattro stagioni”), il nemico ha perso duemila uomini e più di 250 sono stati fatti prigionieri: secondo Biletsky, e secondo le immagini pubblicate, i soldati russi si sono arresi a interi reparti, insieme a ufficiali, piloti e artiglieri. L’assalto principale è stato condotto dalle unità della Terza Brigata d’assalto separata: i gruppi mobili hanno sfondato le difese nemiche avanzando rapide e i russi non sono riusciti a portare in tempo l’artiglieria né a organizzare un comando e controllo efficaci dei propri reparti. Per aprirsi un varco, il Terzo Corpo d’armata ha impiegato una innovazione “propria”: ha trasformato vecchi corazzati sovietici, i Btr-60, in veicoli robotizzati kamikaze, con cui sono state fatte esplodere le fortificazioni più solide dei russi.
Putin, il re dell’inganno, è stato ingannato. A inizio settembre aveva detto che le forze russe avevano catturato Sviatohirsk, una piccola e strategica cittadina nel Donetsk, ma non era vero: sei giorni dopo, lo stesso Biletsky si era ripreso mentre camminava nella strada principale della città, senza che ci fosse stato nessun combattimento, perché sta a 25 chilometri dalla linea del fronte. E mentre Mosca ripeteva di aver fatto conquiste immaginarie, iniziava una operazione vera, pianificata nei dettagli negli ultimi sei mesi, innovativa e potente: è l’Operazione Vivaldi, con la quale sono stati riconquistati finora 176 chilometri quadrati di territorio.