La guerra “dollaro su dollaro” di Trump al Canada fa un altro costosissimo balzo

Sono entrate in vigore le nuove misure di Ottawa in risposta ai dazi americani. Il capo della Casa Bianca è disposto a tutto pur di continuare la contesa, ma sottovaluta i costi per la popolazione
9 SET 26
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Foto ANSA

Non sarà facile e non farò finta che sia altrimenti, ha detto il premier canadese, Mark Carney, ma tutte le alternative non sono migliori, quindi si va avanti. Ieri sono entrati in vigore i dazi canadesi che colpiscono circa 20 miliardi di dollari di importazioni di prodotti americani, è la risposta “dollaro su dollaro” del Canada ai dazi imposti dall’Amministrazione Trump, in un accanimento contro l’alleato e vicino che sembra peggiorare ogni giorno. Il presidente americano Donald Trump, che attraversa giornate e nottate di delirio social – levategli l’intelligenza artificiale – ha anticipato l’introduzione dei dazi canadesi con commenti e disegnini.
Prima una mappa del continente nordamericano in cui tutto – dall’Islanda alla Groenlandia al Canada a Cuba ai territori francesi nel Mar dei Caraibi – è colorato con la bandiera americana; poi un cartone generato con l’AI in un campo da hockey, in cui Trump, che ha la maglia della “squadra Trump”, prende a mazzate il premier canadese, apostrofato come “governatore”, ché nell’idea trumpiana il Canada sarà uno stato americano. La brutalità del video-cartone ha un che di grottesco e di estremamente mesto: Trump sfoga la sua virulenza contro un alleato democratico dell’America e della Nato, stravolge i confini e la sovranità di paesi democratici alleati con le sue mire espansionistiche, mentre ignora i nemici dell’occidente, le loro azioni militari congiunte, la loro collaborazione fattiva e mortale.
La guerra commerciale interessa a Trump ben più della tenuta dell’Ucraina ed è disposto, qui sì, a usare tutte le armi che ha a disposizione e anche quelle che in realtà non avrà, perché la politica dei dazi adottata dall’Amministrazione Trump in un misto di calcoli e obiettivi sbagliati è stata formalmente fermata dalla Corte suprema. Se il presidente americano avesse la stessa sfrontata propensione nell’inviare Patriot all’Ucraina che ha nell’impedire alla più grande azienda di produzione di aerei canadese, Bombardier, di operare negli Stati Uniti, la Russia non si sentirebbe certo tanto libera di colpire quotidianamente gli ucraini ovunque si trovino. Ma non ce l’ha, così come non ha la capacità di fare calcoli a lungo termine: Bombardier, per fare un esempio, produce molte componenti in Texas e in California e impiega migliaia di americani nelle sue fabbriche. Colpire l’azienda canadese, dire che gli americani devono “comprare americano, volare americano, bere bevande americane e navigare nel lago America”, che è il lago Ontario, ha un costo per gli americani, che potranno far pagare a Trump nelle urne.