Chi festeggia e chi tace nella destra europea sulla vittoria di AfD

Non solo Lega e Forza Italia: il successo elettorale del partito nazionalista tedesco divide anche i conservatori europei. Festeggiano Orbán, Wilders e Zemmour, mentre Le Pen, Bardella e Farage rimangono silenziosi

9 SET 26
Ultimo aggiornamento: 16:59
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Foto ANSA

Il trionfo di AfD in Sassonia-Anhalt disorienta le destre europee. Dopo la spaccatura tra le fila del governo italiano, dove Fratelli d’Italia ha dovuto mediare tra la “pessima notizia” di Tajani e il “successo clamoroso” di Salvini, anche i conservatori del vecchio continente si trovano divisi sul comportamento da adottare di fronte all’affermazione del partito nazionalista tedesco. Questa incertezza si osserva in particolare tra le fila di Patrioti per l’Europa, il gruppo europeo di cui fanno parte la Lega e Rassemblement national, erede di quell’Identità e democrazia dal quale proprio i due partiti votarono l’espulsione di AfD nel maggio 2024.
Se alcuni esponenti dei Patrioti, come l’ex premier ungherese Viktor Orban, si sono affrettati nel congratularsi con il partito tedesco, celebrandone il risultato, molti altri hanno invece scelto di non esprimersi, rimarcando le differenti affiliazioni a Bruxelles. Rimanendo in Ungheria, il Partito popolare cristiano democratico (Kdnp) di Zsolt Semjén, membro dei Patrioti e storicamente allineato con Fidesz (tanto da essere stato definito più volte negli anni un partito satellite di quest’ultimo) non ha rilasciato commenti.
Tra i più entusiasti per il voto in Sassonia-Anhalt si collocano certamente l’olandese Geert Wilders, leader del Partito per la libertà (Pvv), e il belga Tom Van Grieken, di Vlaams Belang (Vb). “Congratulazioni”, si legge a lettere maiuscole sul post su X del primo, mentre il secondo ha pubblicato la foto di Alice Weidel e Ulrich Siegmund, scrivendo “Tutto è possibile” e “Qui si decide il futuro dell’Europa”.
Ma il legame più stretto di AfD all’interno di Patrioti è senza dubbio quello con il Partito della Libertà d'Austria (Fpö) di Herbert Kickl, l’unico insieme al Partito Popolare Conservatore Estone (Ekre) che nel 2024 non partecipò alla votazione per espellere i tedeschi da Id. Agli austriaci Siegmund ha dedicato un video su X, che lo riprende durante i festeggiamenti al ritmo di musica house. Nel filmato, il rappresentante di AfD ringrazia i “colleghi di Fpö” per il loro sostegno, affermando di agire “fianco a fianco” con loro per un “progetto comune” che coinvolge “il resto del mondo”.
Anche le destre populiste della penisola iberica si sono complimentate con AfD: sia Santiago Abascal di Vox che André Ventura di Chega hanno postato su X messaggi di supporto al partito tedesco.
Tra chi invece ha preferito non pronunciarsi c’è il primo ministro ceco Andrej Babiš, uno dei fondatori di Patrioti con il suo partito Azione dei cittadini insoddisfatti (Ano 2011), il quale invece si è congratulato con Giorgia Meloni per il recente record del governo. Da Praga è rimasto in silenzio anche l’altro rappresentante dei Patrioti, l’ indipendente Antonín Staněk. Simile la situazione in Polonia, dove Krzysztof Bosak di Movimento nazionale (Rn) non ha commentato le votazioni, mentre l’indipendente Ewa Zajączkowska-Hernik ha pubblicato un neutrale post di analisi sul suo profilo X. Nessun tipo di commento è invece arrivato dai leader di Voice of Reason (Grecia) e Dansk Folkeparti (Danimarca).
In Francia, Jordan Bardella e Marine Le Pen non si sono pronunciati a riguardo, mantenendo la linea di freddezza tra Rn e AfD che permane dalla rottura del 2024. L’europarlamentare Pierre-Romain Thionnet ha dichiarato a Euronews che la decisione di Rn di non essere più alleata di AfD “rimane immutata”.
Nello spazio politico che Le Pen e Bardella hanno tracciato con AfD si è invece inserita la destra francese più estrema, quella rappresentata da Éric Zemmour di Reconquête, compagno dei tedeschi nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, che ha definito il voto in Sassonia-Anhalt come un “risultato storico”, e affermato che “un interno continente si sta sollevando”.
Un fenomeno simile si è verificato anche nel Regno Unito: Nigel Farage, alleato sempre più stretto di Bardella, non si è pronunciato su AfD, e a cavalcare l’onda è stato il nuovo pupillo di Elon Musk, l’attivista neofascista Tommy Robinson. Riprendendo il post del giornalista tedesco Nicholas Potter, che aveva commentato i risultati di domenica scorsa scrivendo “un giorno buio per la Germania e per l’Europa”, Robinson ha scritto su X “è un giorno buio per i traditori della Germania”.
E se Elon Musk e i suoi protetti festeggiano AfD, il vecchio amico Donald Trump non vuole essere da meno. In un primo momento il presidente americano si era limitato a postare il risultato del voto tedesco senza commentare, oggi invece è tornato sulla notizia con un sonoro "Make Germany Great Again".