Politica
Divisioni •
La vittoria di AfD divide il centrodestra: Salvini contro Tajani. E FdI getta acqua sul fuoco
Il leader della Lega contro il segretario di Forza Italia: "Per lui è un problema la vittoria di AfD? Si chiama democrazia". Imbarazzo in FdI. Meloni non parla. Bignami: "Il voto popolare si rispetta. I due vicepremier? In Europa hanno famiglie politiche diverse". Vannacci: "Lega incoerente: due anni fa hanno cacciato Afd e oggi Salvini fa i complimenti. Sempre più convinto di aver fatto bene a lasciare il partito"

Ordine sparso e cautela. La vittoria dell'Alternative für Deutschland in Sassonia-Anhalt - arrivata al 44 per cento e a un passo dalla possibilità di guidare il governo regionale - ha prodotto in Italia un effetto tutt'altro che compatto. La maggioranza di governo si è ritrovata ancora una volta a parlare con voci diverse: Matteo Salvini si è dimostrato subito entusiasta per il risultato (nonostante la Lega insieme al Rassemblement national nel 2024 ha cacciato Afd dal gruppo dei Patrioti), mentre Antonio Tajani lo ha definito una "pessima notizia". E quest'ultima differenza di vedute non fa altro che accentuare lo scontro interno al governo su tanti temi, dagli extraprofitti alla legge elettorale, fino alla politica estera. In mezzo come sempre c'è Fratelli d'Italia, che per ora ha scelto una posizione più prudente, cercando di non trasformare il voto tedesco in un nuovo terreno di scontro interno. Giorgia Meloni, per ora, non ha commentato. Mentre Vannacci, gongolante, attacca "l'incoerenza" del segretario del Carroccio. D'altronde il partito estremista tedesco, dopo la cacciata da parte dei Patriots, ha oggi in Europa come principale alleato italiano proprio il generale.
Salvini festeggia, Tajani frena. Nuovo scontro
Il piccolo scontro tra i due vicepremier di governo si acceso in mattinata. Salvini ieri non ha aspettato molto per rivendicare il risultato come parte di una battaglia politica che considera comune alla Lega e alla destra europea: "È un successo clamoroso, che evidenzia la forte richiesta di cambiamento, sicurezza e lavoro", ha scritto appena erano usciti i primi exti poll. Verso ora di pranzo, ospite dell'Aria che tira, ha respinto l'idea che il successo di AfD debba essere considerato un problema in sé, rispondendo a Tajani (e consegnandogli un'audace lezione di democrazia): "Se l'anno prossimo i francesi sceglieranno Marine Le Pen come presidente della Repubblica sarà un problema? No, si chiama democrazia".
Tajani ha scelto invece di mettere un argine. E per il leader di Forza Italia il voto in Sassonia-Anhalt è "una pessima notizia": AfD, ha detto, rappresenta una forza "antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali" nei quali si riconoscono gli azzurri. "Un segnale preoccupante, certo. Ma anche un voto locale, regionale". Sulla stessa linea ha parlato anche Raffaele Nevi, portavoce degli azzurri, che considera l'exploit di AfD di un "campanello d'allarme" da non enfatizzare ma nemmeno sottovalutare. La risposta all'avanzata dei populisti, secondo lui, non può essere semplicemente quella di chiuderli "in un recinto": bisogna cambiare politiche e, forse, anche le maggioranze che hanno governato l'Europa. Il modello indicato è quello della "maggioranza Tajani, quella che nel 2017 portò il leader azzurro alla presidenza del Parlamento europeo".
FdI tiene il freno tirato
Se Salvini ha trasformato il voto tedesco in un'occasione per rivendicare la propria idea di Europa e Tajani ha invece marcato le distanze da AfD, Fratelli d'Italia ha scelto una terza via: riconoscere il risultato senza farne né una vittoria della destra italiana, né una minaccia per la democrazia europea. A spiegare la linea è il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami. A Skytg24 ha ricordato che "quando gli elettori si esprimono va accettato sempre e comunque il risultato", evitando però di sposare la lettura di Salvini. E sulla divergenza tra i due vicepremier ha preferito derubricarla a una normale differenza tra famiglie politiche europee: "Tajani appartiene a una famiglia in sede europea, diversa da quella di Salvini". Una distinzione che, secondo Bignami, non dovrebbe necessariamente avere conseguenze sulla politica italiana.
Una cautela che si ritrova anche nelle parole del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. "È un risultato che riguarda la Germania, non è replicabile in Italia", ha osservato, invitando a non sovrapporre realtà politiche e sistemi elettorali diversi. Mentre il più netto di tutti è stato l'eurodeputato Nicola Procaccini: "Non credo che Afd sia un partito neonazista, come purtroppo mi capita spesso di sentire. Pur non condividendo alcuni punti del loro programma, non capisco come si riesca a far passare un'idea del genere, soprattutto considerando che la leader Alice Weidel ha condannato più volte il nazismo". E ha aggiunto: "Ci sono temi su cui Afd guadagna ampio consenso. C'è però un problema di fondo che riguarda l'intero sistema politico tedesco: la consuetudine di governare in maniera consociativa tra centrodestra e centrosinistra. Questo approccio, inevitabilmente, spalanca le porte a una forte domanda di chiarezza e coerenza".
Anche Edmondo Cirielli invita a non leggere il voto tedesco come un precedente automaticamente trasferibile in Italia. La linea insomma è: nessun favore al generale e nessuna identificazione tra lui e la formazione politica tedesca. "Non abbiamo bisogno di Afd per sapere che il sovranismo e la destra vanno forte in Europa", ha osservato il viceministro degli Esteri, aggiungendo che la scelta degli elettori va rispettata e che Roma non intende interferire nelle vicende interne di un paese alleato. E la distanza tra Salvini e Tajani? "Una normale valutazione politica di due leader di partito".
Vannacci gongola e attacca Salvini: "Quando facevano comodo li cacciano, quando vincono fanno i complimenti"
A spingere a questa lettura del voto ancora più a destra ci pensa invece proprio Roberto Vannacci. Il leader di Futuro nazionale ha accolto l'exploit di AfD come il segnale di un cambiamento continentale: "L'Europa cambia", ha scritto, accompagnando il messaggio con un "Nessun dorma" rivolto al resto del continente. Già nella serata degli exit poll aveva ironizzato sul cancelliere Friedrich Merz, scrivendo che "ha l'ulcera" e che l'Ue sta cambiando. "Noi di Futuro Nazionale – ha scritto sui social – insieme ad AfD nel gruppo Europa delle Nazioni Sovrane, combattiamo per restituire l’Europa alle sue nazioni, la sovranità ai suoi popoli e il futuro ai nostri figli.L’Europa cambia. Le destre sbiadite arretrano. I popoli rialzano la testa".
Nel corso della mattinata diversi esponenti politici, commentando le elezioni in Germania, hanno chiuso all'ipotesi di Vannacci dentro alla coalzione in vista delle prossime elezioni. O almeno al momento. Resta il fatto che tra i partiti e il generale continua a non scorriere buon sangue. Ed è egli stesso ad attaccare a muso duro Matteo Salvini: "Sempre più convinto di aver agito correttamente nel lasciare la Lega", ha scritto in un video sui social. Dove spiega: "Quando non fanno comodo li cacciano, quando vincono gli fanno i complimenti. Ieri Matteo Salvini ha fatto i complimenti all'amica Alice Weidel e ha esultato per la vittoria dell'AfD in Sassonia. Ma solo due anni fa la Lega che deteneva la maggioranza e la presidenza di Identità e democrazia, d'accordo con il Rassemblement national, hanno cacciato AfD da Identità e democrazia, questa è la coerenza della Lega e questo corrobora la mia decisione di essere partito da quello schieramento politico".



