Salvini e Tajani festeggiano il record di longevità ma sono divisi su (quasi) tutto. Le apprensioni di Meloni

I segretari di Lega e Forza Italia arrivano al traguardo del 4 settembre ma ogni giorno scoprono di avere un nuovo fronte personale: Mps, extraprofitti, Safe, sicurezza. E con la ripresa dei lavori sarà ancora peggio

28 AGO 26
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Dentro Fratelli d’Italia inizia a girare un certo qual sospetto: “Ma non è che alla festa per il record di longevità del governo ce li troviamo, i due, che litigano e si mandano frecciatine finanche sul palco?”. I due sarebbero i vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani. E in effetti, non è che manchino gli argomenti a rischio potenziale d’incidente. Mps? Sono su posizioni diametralmente opposte, il primo vuole il polo bancario per le piccole e medie imprese e il secondo il disinteresse del governo sulle logiche del mercato bancario. La tassa sugli extraprofitti? Peggio che andar di notte. Uno, il leghista, ha profittato dell’ipotesi di tassare i petroliferi per rinnovare l’invito a fare lo stesso con gli istituti di credito. Allorché il ministro degli Esteri gli ha prontamente risposto che “è una misura da Unione sovietica. Sono contrarissimo”. Apriamo il dossier spese per la Difesa. Tajani era stato il primo ad annunciare che l’Italia avrebbe attinto ai fondi del Safe. Sapete chi non la prese bene? Proprio Salvini, il quale sostiene che accedervi sia una specie di “nuovo Mes”. E il nuovo pacchetto di aiuti all’Ucraina? Il ministro Crosetto ce l’ha pronto da luglio, contiene investimenti su sistemi di difesa antiaerea. Forza Italia ha nel suo Dna il sostegno a Kyiv, Tajani l’ha ricordato ancora mercoledì, dicendo che il piano sarà licenziato presto. Altro detersivo per i piatti negli occhi del “Capitano”. Eppure la lista dei dissapori è ancora lunga. Meloni per ora li dribbla parlando di “Zes unica in tutta Italia".
Alla ripresa dei lavori parlamentari, oltre alla legge elettorale, forse l’unico vero punto di contatto tra Salvini e Tajani visto che Lega e Forza Italia le preferenze le digeriscono poco, ci sarà tutta una serie di dossier capaci di rinfocolare le tensioni tra le parti. A Ferragosto la capogruppo forzista al Senato Stefania Craxi ha scritto al Foglio per dire che gli azzurri si batteranno per ottenere una legge sul fine vita “a ogni costo”. Nelle intenzioni del gruppo parlamentare c’è la volontà di riprendere i contenuti del testo Zanettin-Zullo, cercando una sponda, un coinvolgimento anche nelle opposizioni. Su questo punto però la Lega ha posizioni molto più attendiste. E lo stesso Salvini in passato ha detto di considerarlo “un tema molto delicato che entra nelle case e nella sofferenza di milioni di famiglie. La libertà di coscienza è la scelta più giusta: non ci possono essere indicazioni di partito sulla vita, sulla morte e sulla sofferenza. La scelta della Lega è chiara: non darò mai obblighi né in un senso né nell’altro”. Sempre sul versante dello scrutinio parlamentare, poi, Forza Italia, assecondando le sensibilità animaliste presenti nel partito, intende rivedere la filosofia del ddl Caccia, misura che ha riscosso grande sostegno da parte della Lega, con FdI che sembra mediare. Per quel che riguarda la sicurezza, invece, alla ripresa dei lavori potrebbe trovare spazio, forse addirittura all’interno del ddl già approdato al Senato, la proposta di “estensione della legittima difesa”, come da proposta leghista (esiste una proposta di legge depositata dal senatore leghista Claudio Borghi) e che il Carroccio ha studiato in risposta alla condanna del gioielliere Mario Roggero. In questa direzione si è mosso anche Futuro nazionale. Ma a opporsi è soprattutto Forza Italia, che ha subito chiuso all’ipotesi di rivedere le norme. “La linea della Lega è inaccettabile. Così com’è sconvolge i cardini del diritto penale”, ebbe allora a dire prima della pausa estiva, dismettendo l’usuale pacatezza, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, esponente di spicco di FI. Anche sull’emendamento che avrebbe voluto ripristinare le intercettazioni “a strascico”, espunto dal decreto Immigrazione e che però potrebbe trovare posto sempre nel ddl sicurezza, Lega (in questo caso con FdI) e Forza Italia sono su posizioni opposte.
C’è poi il capitolo legato alla prossima manovra: Salvini la immagina ultra espansiva, ha già iniziato a fare richieste onerose (come l’uscita dal lavoro a 64 anni) e invece gli azzurri preferirebbero “misure per il ceto medio”. Qui però ci sarà tempo per continuare a litigare. Forse a Bari il vero traguardo da festeggiare sarà questo: essere diventati il governo più duraturo di sempre nonostante i sospetti e le liti perenni. Che anzi, a pensarci bene, in certi momenti permettono ai due di prendersi una vacanza dalle tensioni tutte interne ai loro partiti, dalle rivendicazioni dei nordisti e dalle mire della famiglia Berlusconi. Quasi un metodo da brevettare.