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Le mire turche sempre più spregiudicate dietro al mandato d'arresto per Netanyahu
La decisione è stata presa nell’ambito di un’indagine sull’intercettazione della Sumud Flotilla per Gaza e sulla detenzione degli attivisti che erano a bordo. La Turchia si aggrega ai moti di accusa internazionale contro Israele

Foto Ap via LaPresse
Il governo di Ankara ha annunciato di aver emesso un mandato di arresto internazionale nei confronti del premier Benjamin Netanyahu e di un altro cittadino israeliano, Afek Moskovich. Il ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek, ha spiegato che la decisione è stata presa nell’ambito di un’indagine sull’intercettazione della Sumud Flotilla per Gaza e sulla detenzione degli attivisti che erano a bordo. Questa è la superficie, la Turchia si aggrega ai moti di accusa internazionale contro Israele.
Poi c’è il sommerso, ciò che davvero interessa il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: mantenere il sostegno interno con la condanna a Israele e cercare la supremazia contro Israele in medio oriente. La Turchia ospita membri di Hamas e molti degli affari di Hamas. Dopo il 7 ottobre, il presidente che aveva investito nelle relazioni con Israele ha completamente cambiato atteggiamento per non perdere consensi. Il rapporto fra Ankara e Gerusalemme è peggiorato nell’ultimo periodo e riguarda soprattutto la Siria, dove la Turchia è diventata la potenza adottiva del nuovo regime di Ahmad al Sharaa e l’adozione è soprattutto militare.
In Israele vige una regola: affronta il nemico fuori casa prima che ti entri in casa. Ed è questa regola che guida le azioni di Israele in Siria, dove, questa settimana, ha colpito la pista e i depositi della base aerea di Abu al Duhur, nella provincia di Idlib, a 60 chilometri da quello turco. Era un messaggio alla Turchia, che è presente con uomini e mezzi in Siria. Inoltre, secondo fonti israeliane, la base potrebbe essere in prossimità di una rotta che gli aerei israeliani utilizzano per volare verso l’Iran. Gerusalemme non può vedere compromessa la propria capacità di azione, soprattutto in un contesto in cui Erdogan da tempo si è avvicinato anche al regime di Teheran. Il ministro degli Esteri siriano Asaad al Shaibani ha detto che Damasco è disposta a ristabilire i rapporti con Teheran, se il regime riconoscerà il suo ruolo nel sostegno ad Assad. E’ difficile non vedere dietro questa mossa il disegno di Erdogan contro Israele.