La caduta di Mykhailo Fedorov

L'ex ministro della Difesa aveva il sostegno della popolazione, la stima internazionale, la fama da visionario ed è scivolato per rabbia contro Zelensky e per ambizione, chiedendo elezioni frettolose. La reazione e la delusione degli ucraini
20 AGO 26
Ultimo aggiornamento: 07:10
Immagine di La caduta di Mykhailo Fedorov

AP Photo/Efrem Lukatsky

Kyiv. Dopo una pausa di un mese, la Verkhovna Rada, il Parlamento dell’Ucraina, ha ripreso i lavori il 18 agosto. I lavori dei parlamentari ucraini si erano interrotti dopo la nomina di un nuovo governo, ma la sosta estiva era iniziata prima ancora di votare su due importanti incarichi: il ministro della Difesa e il ministro degli Esteri. Entrambe le posizioni rientrano nella quota proposta dal presidente Volodymyr Zelensky.
Le dimissioni di Mykhailo Fedorov da ministro della Difesa hanno scatenato proteste di piazza in molte città ucraine, che erano proseguite nonostante Zelensky avesse sostituito il comandante in capo delle Forze armate, Oleksandr Syrsky, con cui Fedorov aveva avuto degli scontri. Al posto di Syrsky è stato nominato Mykhailo Drapaty, ma i manifestanti non si sono accontentati del cambiamento e hanno continuato a chiedere il ritorno in carica del ministro molto popolare. Le proteste di piazza, seppur su scala ridotta, sono proseguite per tutto il mese, anche durante la pausa parlamentare. Nel frattempo, Yevhen Khmara, ex capo del Servizio di sicurezza ucraino e unico candidato alla carica di nuovo ministro della Difesa, manteneva i contatti con i partner internazionali e partecipava a incontri con il presidente insieme al nuovo Comandante delle Forze armate, dimostrando la sua unità con Drapaty e l’assenza di dissidi fra il ministero e i vertici militari, al contrario di quanto accaduto durante i mandati di Fedorov e Syrsky. Nonostante i lavori alla Difesa andassero avanti anche senza di lui, Fedorov ha continuato a far sentire la sua presenza, a comunicare, a mostrarsi indaffarato, pronto a tornare al suo ministero e in grado di infastidire Zelensky. Questa settimana, ha rilasciato un’intervista in cui elogiava Elon Musk per aver limitato nel gennaio scorso l’utilizzo di Starlink in Russia: “Elon e SpaceX hanno protetto la nostra difesa aerea, salvato la nostra aeronautica e salvato migliaia di vite civili”, ha dichiarato Fedorov alla Cbs News. Il 17 agosto, Musk ha ripubblicato queste parole sul social network X, commentandole con un cuore. A poco gli sono valsi l’esposizione mediatica e il sostegno dell’imprenditore visionario, perché nel frattempo, Zelensky ha nominato ufficialmente Yevhen Khmara in Parlamento, chiarendo così che, nonostante le simpatie importanti di Musk, non avrebbe riammesso Fedorov.
Dopo il chiarimento alla Verkhovna Rada del presidente ucraino su chi avrebbe guidato il ministero della Difesa, rimaneva una sola domanda e riguardava le prossime mosse di Fedorov, che a luglio, dopo le dimissioni, aveva rifiutato l’offerta di diventare vice primo ministro per l’Innovazione militare. All’epoca, però, non aveva mai criticato Zelensky. Invece, nella tarda serata del 18 luglio, il giorno prima che il Parlamento votasse per il nuovo ministro della Difesa, Fedorov ha pubblicato un video di nove minuti sul suo canale YouTube personale, appena creato. Nel video, parlava di una crisi nella pubblica amministrazione e di corruzione all’interno del governo. “La corruzione in tempo di guerra non è solo un problema finanziario; è una questione di sopravvivenza e di vittoria”, ha accusato l’ex ministro.
Ha sostenuto che il denaro rubato durante la guerra si quantifica in modo diretto in “un drone non acquistato”, “munizioni non consegnate”, “un veicolo non utilizzato per evacuare un ferito” o “tecnologia non messa in produzione”. Ma il sensazionalismo del video non era volto a criticare duramente il governo di Zelensky o a muovere accuse di corruzione: Fedorov, inaspettatamente, ha chiesto che si tenessero elezioni durante la guerra. “Dobbiamo trovare un meccanismo legale, sicuro e realistico che permetta all’Ucraina di ripristinare un processo democratico completo anche di fronte a una guerra prolungata”, ha dichiarato. I suoi commenti sulle elezioni hanno scatenato un putiferio sui social media. Secondo un sondaggio condotto dall’Istituto internazionale di sociologia di Kyiv tra il 20 luglio e il 3 agosto, solo il 15 per cento degli ucraini è favorevole allo svolgimento delle elezioni prima di un cessate il fuoco al fronte. Il 57 per cento ritiene che le elezioni dovrebbero tenersi solo dopo la fine della guerra. Persino l’opposizione a Zelensky – i collaboratori dell’ex presidente Petro Poroshenko – è contraria allo svolgimento delle elezioni “sotto il fuoco nemico”. Ivanna Klympush-Tsintsadze, parlamentare del gruppo Solidarietà europea, sottolinea che Fedorov ha lavorato per sette anni nella squadra di Zelensky ricoprendo diverse posizioni, rimanendo in silenzio sulle carenze del suo sistema. Solo dopo essere stato estromesso ha iniziato a parlare di valori e princìpi: “E ora propone soluzioni miracolose – elezioni in tempo di guerra – senza spiegare come garantire concretamente la natura democratica, trasparente ed equa di questo processo”.
Città come Kherson, Sumy, Zaporizhzhia, Kharkiv, Sloviansk e Kramatorsk sono costantemente sotto bombardamento. Garantire il lavoro delle commissioni elettorali, degli osservatori e persino una campagna elettorale in queste condizioni è irrealistico. “Sono scesa in piazza a sostegno di Fedorov per la carica di ministro della Difesa e contro l’opaca decisione di licenziarlo”, ha scritto Anna, una delle manifestanti, sul social network Threads. “Se questa è la sua campagna elettorale, è spaventosa. Non sostengo le elezioni!”. Olga Aivazovska, a capo della rete della società civile Opora, che da molti anni monitora l’integrità del processo elettorale in Ucraina, afferma di aver invitato i rappresentanti del ministero della Difesa quando Fedorov era a capo a un dialogo sui diritti di voto del personale militare, ma questi non si sono mostrati interessati. L’esperta ricorda che le elezioni non riguardano solo il giorno del voto, ma anche numerose misure organizzative impossibili da attuare nelle condizioni attuali. “Sono decisamente contraria a tenere elezioni senza tenere conto dello stato attuale delle infrastrutture, dell’analisi dei rischi e di un’adeguata preparazione”, spiega al Foglio. “Il 50 per cento dei nostri cittadini non risiede al proprio indirizzo registrato (29 per cento in Ucraina + 20 per cento all’estero) e il Registro elettorale statale ha un disperato bisogno di verifica dei dati”, cita uno dei tanti problemi. “Le elezioni in tempo di guerra non sarebbero pienamente democratiche e ne pagheremmo un prezzo elevato”, conclude Aivazovska.
Il 19 agosto, la Verkhovna Rada ucraina ha votato con 312 voti a favore della nomina di Khmara a ministro della Difesa. La sua nomina ha ottenuto il sostegno sia del governo sia dell’opposizione. Roman Lozynsky, membro del Parlamento per la fazione di Holos, è convinto che non votare per Khmara non avrebbe fatto altro che aggravare la crisi politica. “Il successo del ministero della Difesa rappresenta un’opportunità di sopravvivenza e di vittoria. Un’opportunità di pace”, ha affermato il parlamentare.