Esteri
il riassetto interno •
La faida tra Fedorov e Zelensky si è quietata. Ma in Ucraina le proteste continuano
Il ministro ad interim Yevhen Khmara consolida il controllo del dicastero e avvia i contatti con gli alleati occidentali. Il suo predecessore Mykhailo Fedorov non rinuncia all'idea di tornare, ma il futuro della Difesa ucraina sembra già aver preso un'altra squadra. E intanto la piazza resta calda
1 AGO 26

Proteste a Kyiv contro la rimozione di Fedorov (foto ANSA)
Kyiv. Il 28 luglio, la popolare influencer americana dei Maga, Laura Loomer, in visita in Ucraina, ha annunciato sul suo profilo X l’uscita di un nuovo servizio. “Ho realizzato un’intervista esclusiva con il neonominato ministro della Difesa ucraino Yevhen Khmara”, ha scritto Loomer, corredando il post con una loro foto insieme. Il governo ha nominato Khmara ministro della Difesa ad interim il 20 luglio. Il presidente ucraino gli ha offerto l’incarico in mezzo allo scandalo politico scoppiato dopo le dimissioni di Mykhailo Fedorov da ministro della Difesa: le proteste di piazza contro questa decisione proseguono da 15 giorni in diverse città ucraine.
In precedenza Khmara aveva ricoperto il ruolo di capo ad interim del Servizio di sicurezza ucraino (Sbu), e prima ancora aveva diretto il Centro operazioni speciali “A” dell’Sbu, che aveva pianificato, tra l’altro, la nota operazione Ragnatela – una serie di attacchi con droni contro aeroporti militari russi. Militare di professione, ha ricevuto onorificenze statali per coraggio e meriti in combattimento. Ora però si trova invischiato in un caos politico, un ambito del tutto nuovo per lui. Fino a questo momento Khmara aveva evitato la ribalta: non sono nemmeno disponibili informazioni sulla sua età o sul suo luogo di nascita. Per la prima volta ha raccontato a Loomer di avere due figli (di 9 e 11 anni) e che suo fratello è morto in guerra. Per questo, secondo le sue parole, ha una motivazione personale a porre fine al conflitto prima che i suoi figli raggiungano l’età per il servizio militare.
Il giorno seguente all’annuncio di Loomer su X, il 29 luglio, Fedorov ha rilasciato un’intervista a Ukrainska Pravda, il media politico più influente del paese. Ha dichiarato di essere pronto a tornare al suo incarico se il presidente glielo proponesse. “Se dovessi tornare al governo, avrei comunque bisogno di una carica operativa – ed è il ministero della Difesa”, ha affermato. Ma poiché il Parlamento ucraino è in pausa estiva fino al 18 agosto, i deputati al momento non possono votare per la nomina del ministro della Difesa, qualunque candidatura Volodymyr Zelensky decida di sostenere. Questo mantiene viva l’incertezza, ma gli esperti sono convinti che il presidente abbia già fatto la sua scelta. “Il presidente ha definito la propria posizione nei confronti di Fedorov”, dice al Foglio il politologo Volodymyr Fesenko: “Non ci sarà un ritorno ai rapporti di prima, e quasi certamente Fedorov non tornerà al ministero della Difesa”, prevede. Al tempo stesso, l’intervista di un’ora e mezza a Ukrainska Pravda ha mostrato che Fedorov, almeno per ora, non vuole ancora passare all’opposizione né immergersi nella lotta politica. “Gli interessa di più occuparsi di questioni concrete legate alla guerra contro il nemico, piuttosto che entrare in politica”, osserva Fesenko. Secondo l’ex ministro, il colloquio decisivo con il presidente su tutti questi temi non ha ancora avuto luogo. Ha però rifiutato l’incarico di vicepremier per le innovazioni militari, poiché non gli garantirebbe il potere concreto di incidere sull’andamento della guerra.
Nel frattempo, Khmara è già in contatto con i partner stranieri. Ha incontrato il rappresentante statunitense presso la Nato, Matthew Whitaker, e ha parlato in videoconferenza con il ministro della Difesa britannico Wes Streeting. Khmara partecipa inoltre alle riunioni del presidente con il nuovo comandante in capo delle forze armate ucraine, Mykhailo Drapaty, che ha sostituito in questo ruolo Oleksandr Syrsky.
Il ministro della Difesa ad interim ha inoltre cominciato a formare la propria squadra. Uno dei suoi vice è Serhij Bojev, che si occuperà delle relazioni internazionali e della comunicazione con i partner – incarico che ricopriva già sotto Fedorov. Un’altra vice di Khmara è Liubov Halan, a capo del centro per i diritti umani dei militari “Princip”. “La nomina di Halan è la migliore notizia delle ultime settimane”, ha scritto su Facebook Olha Reshetylova, ombudsman militare: “E’ difficile trovare una persona più preparata in modo sistemico sulle questioni del capitale umano nelle Forze di difesa”.
Nonostante il ministero della Difesa guidato da Khmara sia già pienamente operativo, i sostenitori di Fedorov non si arrendono ancora. Venerdì sera, a Kyiv, hanno sfilato con i cartelli dal parco Shevchenko fino al teatro Ivan Franko, dove in precedenza si tenevano le manifestazioni. Ma il dilemma di Fedorov – che ha ormai perso quasi ogni possibilità di tornare al ministero della Difesa – resta irrisolto, innanzitutto per lui stesso. “Deve decidere: restare nella squadra del presidente, passare all’opposizione, oppure prendersi una pausa per definire la propria futura posizione politica”, conclude Fesenko.