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Ursula va a Kyiv con un pacchetto di sanzioni alla Russia depotenziato
Von der Leyen attesa in Ucraina per annunciare prestiti e aiuti militari. Manca invece un terreno europeo comune per le misure contro Mosca, soprattutto da chi è meno convinto nella difesa di Kyiv
15 LUG 26

Foto Getty
Bruxelles. Ursula von der Leyen oggi sarà a Kyiv e dovrebbe portare con sé il ventunesimo pacchetto di sanzioni dell’Unione europea contro la Russia. Ieri gli ambasciatori dei ventisette stati membri erano vicini a trovare un accordo su una parte delle misure che erano state proposte dalla Commissione all’inizio di giugno. E’ l’ultimo momento utile. La più importante e urgente è il congelamento del tetto del prezzo del petrolio russo a 45 dollari al barile. In virtù di un meccanismo di aggiustamento ai valori del mercato mondiale, e a seguito dell’impennata del greggio dovuta alla guerra in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz, il “price cap” potrebbe salire automaticamente a circa 65 dollari al barile. Una boccata di ossigeno finanziaria significativa per il Cremlino, nel momento in cui Vladimir Putin è confrontato alla crisi interna dei carburanti provocata dagli attacchi in profondità dell’Ucraina contro le installazioni petrolifere. Lo scenario peggiore dovrebbe essere evitato. Ma nel corso dei negoziati il ventunesimo pacchetto è stato considerevolmente svuotato per andare incontro alle richieste di singoli stati membri, pronti a usare la minaccia del veto e la scadenza del 15 luglio sul “price cap” per preservare i loro interessi economici nazionali. L’Alto rappresentante, Kaja Kallas, li ha indirettamente criticati lunedì, quando li ha invitati ad aumentare la pressione sulla Russia per costringerla a sedersi al tavolo negoziale per una pace giusta che è nell’interesse delle economie europee. “Dobbiamo davvero accettare questo sacrificio a breve termine per un vantaggio a lungo termine”, ha detto Kallas.
Diverse misure proposte dalla Commissione sono scomparse dal ventunesimo pacchetto. A partire dal divieto di importazione di merluzzo e pollock d’Alaska dalla Russia. “Quando ho assunto questo incarico non sapevo che il pesce fosse così geopolitico”, ha detto Kallas. Portogallo e Germania si sono opposti al bando, che avrebbe aumentato i costi per approvvigionarsi del merluzzo alla base del piatto nazionale portoghese e del pollock d’Alaska usato per la fabbricazione di bastoncini di pesce surgelati. Per dare il via libera al congelamento del “price cap”, la Grecia ha preteso di poter continuare a trasportare gas naturale liquefatto russo attraverso l’Ue verso paesi terzi. La Bulgaria è riuscita a bloccare l’inserimento del patriarca della Chiesa russa ortodossa Kirill dalla lista nera. Anche la proposta di vietare il rilascio di visti ai combattenti ed ex combattenti russi è stata considerevolmente ridimensionata. Era la condizione posta da Italia e Francia. Dietro ad argomentazioni giuridiche, l’obiettivo dei governi di Roma e Parigi era di evitare danni per l’industria del turismo nazionale. Lo scorso anno i due paesi hanno rilasciato oltre 320 mila visti ai russi, principalmente per turismo. Il divieto non si applicherà immediatamente. La Commissione sarà così incaricata di modificare il codice dei visti o le linee guida per il rilascio. Servirà tempo e gli stati membri potranno continuare a beneficiare di un margine di manovra significativo nella gestione delle domande. Tra gli stati membri che sostengono di più l’Ucraina cresce il risentimento. “Quelli che indeboliscono il pacchetto sono anche tra i paesi che sostengono meno Kyiv sul piano bilaterale”, spiega un diplomatico. “Vogliono credito politico per essere dalla parte dell’Ucraina, ma senza pagare il prezzo economico”.
A Kyiv, von der Leyen dovrebbe concentrarsi su due annunci legati al prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina e agli aiuti militari. La Commissione è pronta ad approvare un secondo esborso da 1,1 miliardi di euro per l’acquisto di droni e sistemi anti drone, dopo un primo versamento da 3,9 miliardi di euro alla fine di giugno. Inoltre, von der Leyen si prepara a dare il via libera alle richieste inviate dall’Ucraina sul finanziamento per gli acquisti di altri tre tipi di armamenti: un secondo pacchetto sui droni, uno sui missili di medio-lungo raggio e uno sui caccia da combattimento.