C'è un accordo di principio tra Usa-Iran per prorogare la tregua

I mediatori regionali riferiscono all'AP che Washington e Teheran hanno dato il via libera a un'estensione del cessate il fuoco, che altrimenti scadrebbe il 22 aprile, con tre nodi ancora aperti: nucleare, Hormuz e risarcimenti di guerra

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15 APR 26
Ultimo aggiornamento: 11:56 AM
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Islamabad, giornalisti arrivano al media center nella sorvegliatissima red zone (Qamar Zaman/picture alliance via Getty Images)

I mediatori si stanno avvicinando a un'estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran prima della sua scadenza del 22 aprile. Funzionari regionali coinvolti nella mediazione hanno riferito all'Associated Press che Washington e Teheran hanno un accordo "di principio" per prorogare la tregua e riaprire i negoziati.
Tre i nodi principali su cui i mediatori stanno lavorando: programma nucleare iraniano, stretto di Hormuz e compensazione dei danni di guerra. Gli stessi che avevano fatto naufragare i colloqui diretti di Islamabad il 12 aprile. Lo stesso Trump, in un'intervista a Fox Business, ha dichiarato di ritenere le parti vicine a un accordo e il conflitto "very close to over", molto vicino al termine.
L'estensione della tregua arriva però in un contesto di crescente pressione: il blocco navale americano ai porti iraniani, scattato dopo il fallimento dei colloqui di Islamabad, sta cominciando a mordere. Il Comando Centrale statunitense ha riferito che nelle prime ventiquattr'ore dall'entrata in vigore del blocco nessuna nave ha superato lo sbarramento, e sei mercantili hanno invertito la rotta su indicazione della marina americana. Da quando la guerra è iniziata il 28 febbraio, l'Iran ha esportato milioni di barili di petrolio – in larga parte verso l'Asia attraverso transiti "ombra" che eludono le sanzioni – e queste entrate sono state vitali per tenere in piedi l'economia iraniana.
Sul fronte diplomatico, il Pakistan non ha abbandonato il ruolo di mediatore. Il ministro delle finanze di Islamabad, Muhammad Aurangzeb, ha detto all'AP che "la nostra leadership non si sta arrendendo" nel tentativo di aiutare le parti a chiudere il conflitto. Tuttavia, come scriviamo qui, la debolezza del Pakistan come negoziatore è tutta nell’accordo di difesa con l’Arabia Saudita. Il paese che sta ospitando i colloqui di pace fra America e Iran è al collasso economico e rischia di finire coinvolto direttamente nella guerra. In base a un accordo con Riad infatti, Islamabad garantirebbe sostegno militare e soprattutto il suo ombrello nucleare all’Arabia Saudita, in cambio di sostegno finanziario alla sua instabile economia.