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Gli europei e lo Stretto libero
L’Ue si prepara agli scenari peggiori. La visita di Kallas in Arabia saudita per convincere i paesi del Golfo a lavorare insieme per limitare i danni
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9 APR 26

Il sollievo mostrato pubblicamente dai leader europei per il cessate il fuoco nella guerra con l’Iran è più legato all’andamento immediato dei prezzi di petrolio e gas che alla speranza che Donald Trump sia determinato a fare un accordo benefico per il medio oriente e per il Golfo. Leggendo tra le righe dei comunicati ufficiali, emergono tutti i timori per lo scenario peggiore: per quanto indebolito, il regime della Repubblica islamica può uscire da questa guerra in una posizione strategica più forte di quella in cui si trovava quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato a bombardare il 28 febbraio. Magari con la complicità di un Trump, che ha fretta di mettersi alle spalle la sua guerra ed è pronto a lasciare agli altri i suoi “cocci” bellici. Trump ieri ha detto di essere disponibile a fare un accordo con l’Iran per far pagare e spartirsi un pedaggio per il transito da Hormuz. Secondo il diritto internazionale sarebbe un atto di pirateria, che lascerebbe alla Repubblica islamica il controllo sullo Stretto.
E’ la ragione per cui il presidente francese, Emmanuel Macron, ha subito rilanciato la coalizione di volenterosi per la libertà di navigazione. Hormuz è solo una delle questioni che potrebbero restare irrisolte, se Trump accetterà alcuni dei dieci punti imposti dall’Iran come base per i negoziati. L’Ue insiste sulla necessità, attraverso la diplomazia, di “impedire all’Iran di acquisire un’arma nucleare e porre fine alle sue attività destabilizzanti, compreso il programma di missili balistici”, ha detto un suo portavoce. Trump ha confermato che il Libano non è coperto dal cessate il fuoco, lasciando così mano libera a Benjamin Netanyahu, nel momento in cui gli europei temono gli effetti destabilizzanti dei bombardamenti di Israele. Il premier britannico, Keir Starmer, e l’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, ieri hanno compiuto una visita nei paesi del Golfo. Gli europei sperano di convincerli a lavorare insieme per limitare i danni.