Londra e Parigi, alla guida di quaranta paesi, preparano una road map. Appuntamento a Hormuz

Andatevelo a prendere, lo Stretto bloccato dagli iraniani, ha detto il presidente Trump agli europei. Starmer e Macron hanno riunito in una (tele)conferenza i leader di quaranta nazioni per decidere una strategia comune per liberare Hormuz. Con una condizione iniziale e una domanda impossibili

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3 APR 26
Immagine di Londra e Parigi, alla guida di quaranta paesi, preparano una road map. Appuntamento a Hormuz

Emmanuel Macron e Keir Starmer. Foto LaPresse

Dotatevi di un po’ di coraggio tardivo e andate a liberare lo Stretto di Hormuz, “prendetevelo, proteggetelo, usatelo”, ha detto il presidente americano Donald Trump nel suo tanto atteso discorso sulla guerra contro l’Iran in cui non ha aggiunto né specificato nulla rispetto alla sua estenuante altalena di dichiarazioni sulla fine delle operazioni militari. Naturalmente Trump ce l’aveva con gli europei, rei di aver negato il loro impegno incondizionato a una guerra di cui non sapevano e non sanno nulla: il presidente americano minaccia di uscire dalla Nato (forse il favore più grande per Vladimir Putin, e già gliene ha fatti parecchi) e di dirottare i soldi europei per le armi americane destinate all’Ucraina sul fronte mediorientale (è ormai rimasto solo lui a voler ignorare che l’alleanza russo-iraniana rende i due fronti uniti).
Gli europei resistono alle minacce, allo svilimento incessante, spesso personale – Trump ha trovato il tempo di commentare il matrimonio del presidente francese, Emmanuel Macron, che secondo lui è vittima di abusi da parte della moglie Brigitte – e ieri, su iniziativa di Londra e con la coleadership di Parigi, hanno riunito in una (tele)conferenza circa quaranta paesi – tra Europa, Golfo Persico e Asia: l’America ovviamente no – per decidere una strategia comune per liberare Hormuz. La ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, che presiedeva l’incontro, prima di entrare ha condannato la “sconsideratezza iraniana” che “tiene in ostaggio” l’economia mondiale. Poi si è cercato di creare una road map: il primo punto essenziale è che la guerra “si calmi o si fermi”, secondo quanto riferito dai vari portavoce e diplomatici coinvolti. Macron, che ha criticato Trump perché svilisce la Nato “creando dubbi ogni giorno sul suo impegno” nell’Alleanza, ha detto che ogni missione di liberazione dello Stretto di Hormuz deve essere coordinata con Teheran, altrimenti il rischio per i mezzi coinvolti è troppo alto. Il punto naturalmente è questo: se è l’Iran a gestire lo Stretto, il resto del mondo che dipende da quel passaggio resta in ostaggio.
La settimana prossima ci sarà un incontro sempre di questa coalizione per preparare un piano più concreto dal punto di vista militare. Il portavoce delle Forze armate francesi ha dichiarato che è necessario mettere insieme “un numero sufficiente di mezzi e avere un coordinamento nel cielo, nel mare e di intelligence”. Ma si possono chiedere garanzie di sicurezza alla Repubblica islamica? La risposta la sappiamo – Mosca ce la ripete ogni giorno.