Ecco l'asse No Green pass di Borghi & Co con i cugini francesi
Nelle piazze italiane si guarda alla folla anti vaccini-giletgiallista che manifesta da mesi in Francia. E tra i parlamentari leghisti e il leader nazionalista Florian Philippot si fa spazio l'idea di un fronte transnazionale di “popoli solidali contro l’infamia”
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31 AUG 21

“Anche Florian Philippot, l’organizzatore della manifestazione di Parigi di sabato sarà in Piazza del Popolo domani sera. Il domino è ormai partito, proviamo a fermarlo prima che sia tardi. #NoGreenPassObbligatorio”, twittò lo scorso 27 luglio Claudio Borghi, deputato e alfiere dell’ala sovranista della Lega, in sollucchero per l’arrivo in Italia dell’ex braccio destro di Marine Le Pen, presidente del Rassemblement national. Quattro giorni dopo, sempre dal pulpito twitteriano, postò il video di un raduno organizzato dall’autoproclamato leader dei No Green pass francesi, chiamandolo “l’amico Philippot”. Il 7 agosto, nel caso in cui qualcuno non lo avesse ancora capito, indicò l’attuale leader del micropartito Les Patriotes come l’alleato perfetto per la Lega: “Quando dico che dobbiamo fare asse con i francesi (ma quelli giusti)… grazie a Florian Philippot per il pensiero. #manif7août” (nel video si sente Philippot che arringa i presenti, affermando che anche il “peuple italien” si sta ribellando e urlando in italiano “Libertà, libertà, libertà!”).
Il presidente dei Patriotes, paladino della Frexit tanto quanto la premiata ditta Borghi & Bagnai lo è dell’Italexit, non è l’unico punto di riferimento francese che scalda i cuori dei no green pass italiani. C’è anche Fabrice Di Vizio, avvocato pressoché sconosciuto prima della pandemia, complottista, che nel suo carnet di clienti vanta Didier Raoult, il controverso medico marsigliese pro-clorochina, e in Italia viene spesso citato come maître à penser dalla piattaforma Byoblu di Claudio Messora e da altre celebri fornaci di fake news. A “Touche pas à mon poste”, trasmissione di infotainement francese che fa ogni giorno record di ascolti sul canale C8, Di Vizio, che è iscritto all’albo degli avvocati di Parigi e di Roma (ha vissuto cinque anni nella capitale italiana), fa spesso parlare di sé per i suoi modi cialtroneschi e le sue urla contro chi difende l’utilità del green pass per uscire dalla crisi sanitaria (la stragrande maggioranza dei francesi, che usa la ragione, ha accolto l’appello alla responsabilità di Macron, vaccinandosi in massa.