Cosa ci dicono gli exit poll delle elezioni in Israele

Mauro Zanon

Testa a testa tra il centrista Benny Gantz, leader di Kahol Lavan (Blu e Bianco), e il premier uscente Benjamin Netanyahu, guida del Likud

Tel Aviv. Too close to call. I primi exit poll delle elezioni politiche israeliane confermano le previsioni della vigilia elettorale con un testa a testa tra il centrista Benny Gantz, leader di Kahol Lavan (Blu e Bianco), e il premier uscente Benjamin Netanyahu, guida del Likud. I tre principali canali televisivi israeliani assegnano al partito di Bibi tra i 33 e i 36 seggi, mentre l’alleanza tra i partiti di centro dell’ex capo di stato maggiore Gantz e l’ex anchorman Yair Lapid oscilla tra il 36 e 37, con un potenziale vantaggio di un solo seggio. “Abbiamo vinto. Il popolo di Israele si è pronunciato. In queste elezioni c’è un chiaro vincitore e un chiaro perdente”, ha affermato il leader di Blu e Bianco. Ma anche Netanyahu ha dichiarato di aver vinto queste elezioni e di essere pronto a formare una coalizione in grado di avere la maggioranza dei 120 seggi della Knesset, il parlamento israeliano. “Il blocco di destra guidato dal Likud ha ottenuto una chiara vittoria. Ringrazio i cittadini di Israele per la loro fiducia. Inizierò a formare un governo di destra con i nostri partner naturali stasera”, ha twittato il primo ministro uscente.

 

Le dichiarazioni a specchio dei due principali rivali mostrano che la situazione è incertissima, anche se Bibi ha maggiori possibilità di formare una coalizione, puntando sul sostegno di altre piccole formazioni come Israel Beytenu dell’ex ministro degli Esteri Avigdor Liebermann, ma soprattutto sulle liste dei religiosi ultraortodossi, lo Shas e il Giudaismo Unito nella Torah. I nazionalisti di Zehut non otterrebbero invece nessun seggio secondo i primi exit poll (la soglia di sbarramento per entrare nella Knesset è del 3,25 per cento). Gli israeliani hanno votato fino alle 21, e secondo i dati raccolti alle 20 locali l’affluenza è stata del 61,3 per cento degli aventi diritto al voto, appena al di sotto delle politiche del 2015 (62,4).

 

Il leader del Likud insegue il quinto mandato per diventare il premier più longevo della storia di Israele e superare il padre fondatore del paese, David Ben Gurion. In settimana, sia Gantz che Bibi hanno invitato i loro elettori a optare per il voto utile. “Siamo a un metro dalla vittoria, non bisogna disperdere il voto”, ha dichiarato Gantz nel fine settimana. Lo stesso ha fatto il primo ministro uscente, invitando gli israeliani a non esseri pigri e a non prestare attenzione a quanto scrivono i media di sinistra. “Dobbiamo salvare il paese da un governo di sinistra: andati tutti a votare”, ha dichiarato questa mattina in una spiaggia situata a nord di Tel Aviv, dove ha improvvisato un comizio a urne aperte che è stato trasmesso via Twitter. Durante tutta la giornata, Bibi ha risposto ai suoi elettori su Facebook, sottolineando come ogni voto fosse importante per arrivare primi e mantenere la leadership.

 

Mentre il leader del Likud era impegnato sui social, Gantz, in mattinata, è stato testimone di un incidente stradale che ha coinvolto un motociclista. Il candidato centrista è sceso dalla sua auto e ha prestato soccorso in attesa dell’ambulanza, e tutto è stato ripreso da alcuni presenti (i più perfidi hanno detto che era tutto preparato). Poco prima, l’ex generale aveva votato dichiarando che “il cambiamento è possibile”.

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