Gli attacchi di Mosca non si interrompono

Redazione

Una nuova serie di attacchi hacker contro istituzioni americane mostra che la Russia non ha mai smesso di perseguire i suoi obiettivi politici con mezzi non convenzionali. Microsoft ieri ha dichiarato di aver rilevato e bloccato alcuni siti creati da gruppi di hacker diretti dal Gru, l’unità di intelligence militare russa. L’operazione rivelata da Microsoft aveva colpito dei think tank vicini al Partito repubblicano, ma antitrumpiani e favorevoli alle sanzioni contro la Russia: l’Hudson Institute e l’International Republican Institute. L’attacco è stato sventato. L’operazione era volta a indurre gli utenti a pensare di navigare sulle pagine degli istituti conservatori, mentre invece erano reindirizzati a siti web creati dagli hacker per rubare password e altri dati, con l’obiettivo di diffondere informazioni false.

 

Dietro agli attacchi, secondo Microsoft, ci sarebbe lo stesso gruppo accusato di aver interferito nelle elezioni presidenziali del 2016, conosciuto come Fancy Bear. L’azienda è riuscita a prendere il controllo dei siti prima che l’attacco hacker avesse successo. “E’ evidente – scrive nel blog di Microsoft il presidente Brad Smith – che le democrazie di tutto il mondo sono in pericolo. Gruppi stranieri stanno lanciando attacchi informatici con l’obiettivo di seminare discordia e creare problemi prima e durante le elezioni”. Il gruppo di hacker, che avrebbe anche creato un duplicato del sito del Senato americano, avrebbe come obiettivo le elezioni di midterm di novembre e su questo punto gli Stati Uniti si stavano preparando da tempo, come ha detto anche John Bolton, consigliere alla Sicurezza di Trump.

 

Che Mosca abbia tentato di attaccare istituzioni conservatrici come i due think tank in questione mette in risalto l’ampiezza della strategia di destabilizzazione del Cremlino, e dovrebbe mettere in guardia chi, anche in Italia, vede nel putinismo un modello di ideologia e stile di governo. Non ci sono nemici o amici. La strategia russa prevede la distruzione di chiunque, negli Stati Uniti o in Europa, cerchi di sfidare la Russia o di sabotare gli interessi del suo presidente. Al di là delle alleanze e al di là del pensiero politico.

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