L’America vuole sentirsi raccontare che il Russiagate è una bufala

Micol Flammini

Roma. C’è un libro negli Stati Uniti che sta avendo “un successo straordinario!”. L’esclamazione è di Donald Trump, ma riflette un dato di fatto, una realtà inconfutabile perché questa volta il presidente americano parla davvero sulla base dei numeri. Nel mezzo dell’inchiesta sul Russiagate, mentre in Virginia va avanti un processo importantissimo per il procuratore Mueller – quello contro Manafort –, il giorno stesso in cui John Bolton e Dan Coats alla Casa Bianca comunicavano che la Russia sta cercando di interferire nelle elezioni di midterm, il presidente americano si è congratulato con Gregg Jarrett perché il suo libro è il più venduto su Amazon. Jarrett è un giornalista di Fox News, la rete televisiva amata da Trump, l’amore è intenso e reciproco, e il 24 luglio ha pubblicato un libro intitolato “The Russian Hoax”. La bufala russa. E’ il libro più venduto su Amazon, il sedicesimo tra quelli più letti e il primo anche nella lista dei bestseller del New York Times. L’argomento è il Russiagate, il sottotitolo dichiara subito le intenzioni dell’opera: “Lo schema illecito per assolvere Hillary Clinton e incastrare Donald Trump”.

 

L’analista di Fox News nel libro promette di rivelare la storia e “le nefandezze” compiute dai collaboratori della Clinton che lavoravano dentro l’Fbi e nel dipartimento di Giustizia ai tempi di Barack Obama per aiutare la candidata democratica a sconfiggere Donald Trump nelle elezioni del 2016. “La bufala russa”, ossia il Russiagate, la storia delle interferenze sarebbe, secondo Jarrett, la disperata invenzione messa su dai democratici per far vincere l’ex first lady. Dopo la sconfitta, però, secondo il giornalista, l’entourage della Clinton non si è dato per vinto e avrebbe deciso di montare un’indagine su Donald Trump per annullare i risultati elettorali, sperando così di mandarlo via dalla Casa Bianca. Jarrett parla del tentativo di “sovvertire la democrazia” attraverso “il senso malriposto di rettitudine politica”, vuole raccontare la sua verità e spiegare in che modo, secondo lui, Hillary Clinton sia riuscita a sottrarsi alle accuse contro di lei, “nonostante ci fossero prove evidenti di come avesse violato la legge”. Fa i nomi di tutti coloro che hanno ostacolato la giustizia per proteggere Hillary (Peter Strzok, James Comey, Andrew McCabe, Loretta Lynch). Smentisce le prove di una collusione tra Trump e i russi, sostiene che licenziando Comey, ex direttore dell’Fbi, il presidente abbia agito in conformità con la Costituzione. Si propone di svelare tutte le malefatte di Mueller e di fare luce sulla vicenda Flynn.

  

Le congratulazioni di Trump sono comprensibili, il libro è stato scritto in sua difesa e, nonostante abbia dichiarato di non avere molto tempo per leggere, spesso il presidente promuove libri su Twitter, la maggior parte dei quali lo riguardano. Che Jarrett, analista di Fox News, abbia deciso di scrivere un saggio per difendere il presidente americano, di per sé, non è un evento strano, il giornalista è un suo sostenitore e lavora per il canale televisivo con cui il presidente ha un’affinità elettiva. A creare un effetto straniante non è tanto l’autore, o il soggetto dell’opera, bensì quella posizione. Quel primo posto nella classifica di Amazon che riguarda le opere più vendute. Le 286 pagine che si propongono di trollare l’inchiesta di Robert Mueller attraggono i lettori. E’ un segnale importante che indica cosa gli Stati Uniti vogliono sapere di questa inchiesta e al momento sembra che ciò che vogliono sentirsi dire è: “E’ tutta una bufala”. Le prove non contano più, conta quello che la gente desidera ascoltare e se diamo retta alla classifica di Amazon, gli americani vogliono la storia “dello schema illecito per scagionare Hillary Clinton e incastrare Donald Trump”. Eppure, a ben guardare, in tutta questa vicenda c’è una nota curiosa. Basta spostarsi dalla categoria nonfiction a quella fiction. Tra i romanzi, su Amazon, il più venduto è “Il presidente è scomparso”, scritto a quattro mani da Bill Clinton e James Patterson, uscito in Italia per Longanesi. Forse l’America non è russofila, ma solo morbosamente attaccata a tutto ciò che riguarda la famiglia Clinton.

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