Il piano B ora lo studia Macron

Redazione

La “lebbra” nazionalista, anche se solo politica, va isolata. E’ questo il senso delle parole di Emmanuel Macron, che rispecchiano un sentimento sempre più dominante a Bruxelles e in altre capitali. Con il governo tutto populista diretto da Giuseppe Conte si negozia, pronti a fare compromessi quando possibile, ma non si può cedere al ricatto e violare regole di base e principi fondamentali. Il presidente francese lo ha detto il 13 giugno a proposito dell’Aquarius: “E’ da un anno che lavoriamo mano nella mano con l’Italia in modo esemplare. Abbiamo ridotto di un decimo gli arrivi (…). Se do ragione a chi cerca la provocazione, aiuto i democratici? Non dimentichiamoci chi ci ha chiamato in causa”. Lo ha ribadito il 19 giugno con Angela Merkel: “Non risponderemo mai in modo positivo a strategie chiaramente non cooperative”. Il riferimento giovedì alla “lebbra” non è solo insofferenza per le grida isteriche di Matteo Salvini o Luigi Di Maio. E’ l’annuncio di una strategia in quella che lo stesso Macron ha definito come una scelta di “civilizzazione”. Il costo di cedere all’Italia populista è politicamente più alto dei costi economico-finanziari di un’uscita dell’Italia da Schengen, dall’euro o dall’Ue.

    

Il pericolo per l’Italia di essere esclusa dall’Europa senza controlli alle frontiere potrebbe già concretizzarsi nei prossimi 10 giorni. Dicendo “no” a un accordo bilaterale per limitare i movimenti secondari dei migranti, il trio Conte-Salvini-Di Maio lascia Merkel senza quella “soluzione europea” di cui ha bisogno per impedire al suo ministro dell’Interno, Horst Seehofer, di effettuare i respingimenti alla frontiera. Se il 10 luglio Seehofer metterà in atto la sua minaccia, l’Austria di Sebastian Kurz farà altrettanto chiudendo il Brennero. L’Italia si ritroverà così senza le quote per superare Dublino, senza ripartizioni informali con i movimenti secondari e fuori da Schengen. Lo stesso vale per la zona euro, se il governo andrà avanti con il suo programma facendo esplodere il deficit. Liberarsi dal debito italiano permetterebbe invece a Macron e Merkel di essere molto più ambiziosi sull’approfondimento dell’Unione economica e monetaria, senza incontrare le resistenze dei paesi del nord che temono di dover pagare per gli spendaccioni italiani. Per contro, fare regali politici o finanziari all’Italia populista oggi significa preparare la vittoria domani di Marine Le Pen e Alternativa per la Germania (AfD) con conseguente fine dell’Europa.

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