Anche l'Argentina di Messi si unisce al boicottaggio di Israele

Giulio Meotti

Il presidente della Federcalcio palestinese, Jibril Rajoub, ci era andato giù pesante: “Milioni di fan palestinesi e arabi bruceranno la maglietta di Lionel Messi”. Questo nel caso in cui la nazionale argentina fosse volata a Gerusalemme a celebrare la tradizionale partita amichevole con la squadra israeliana e che si tiene prima di ogni Mondiale. Gli strali di Rajoub, le minacce di morte ai calciatori, le proteste spicciole con le maglie argentine imbrattate di sangue e il sussulto mediatico che si era scatenato alla fine hanno convinto Messi e soci a saltare l'appuntamento in Israele.

 

Il governo di Benjamin Netanyahu li accusa ora di aver “ceduto al terrorismo” e ha ricordato ai calciatori argentini che le minacce che hanno ricevuto sono le stesse con cui devono convivere gli israeliani da 70 anni. I palestinesi invece esultano. Da mesi erano alla ricerca di un colpo simile a favore del boicottaggio di Israele.  

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.