A Gaza decine di morti prima dell'apertura dell'ambasciata americana a Gerusalemme

Redazione

Oggi a Gaza l'esercito israeliano ha ucciso almeno 52 palestinesi, nel giorno in cui gli Stati Uniti hanno inaugurato la loro nuova ambasciata a Gerusalemme. I feriti sono oltre 1.800. Da sei settimane Hamas organizza manifestazioni violente lungo il confine con Israele per protestare contro lo spostamento dell'ambasciata, vista dai palestinesi come un sostegno americano a quella che definiscono l'occupazione israeliana di Gerusalemme.

  

   

Sono "35mila manifestanti violenti", ha detto l'esercito israeliano, e le truppe stanno "reagendo secondo le procedure standard". Al lancio di pietre e bombe incendiarie da parte dei palestinesi, l'esercito di Gerusalemme ha risposto con armi da fuoco, mentre i copertoni incendiati hanno prodotto un denso fumo nero che ha coperto il confine tra Gaza e Israele. Secondo Hamas, tra le vittime ci sono anche dei bambini e i feriti sono oltre mille.

 

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Le proteste a Gaza finora hanno già causato 60 morti. Hamas ha indetto la "Grande marcia del ritorno" in occasione di una ricorrenza molto sentita dai palestinesi, quella del Nakba, che in arabo significa catastrofe. In quest'occasione si ricorda il giorno della cacciata di centinaia di migliaia di persone dalle loro case subito dopo la nascita dello Stato di Israele avvenuta 70 anni fa, il 14 maggio del 1948.

 

 

La decisione degli Stati Uniti di fare cadere proprio in questi giorni l'inaugurazione della nuova ambasciata a Gerusalemme, città contesa da israeliani e palestinesi, ha aumentato le tensioni. "Oggi è il grande giorno in cui attraverseremo il recinto e diremo a Israele e al mondo che non accettiamo di essere occupati per sempre", ha detto un insegnante palestinese di Gaza all'agenzia stampa Reuters.

  

 

Alla cerimonia di inaugurazione della nuova ambasciata hanno partecipato la figlia di Donald Trump, Ivanka, il consigliere della Casa Bianca, Jared Kushner, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il vice segretario di stato, John Sullivan. Assente invece alcun rappresentante delle istituzioni europee, in disaccordo con la scelta di Trump. "Gerusalemme è la capitale di Israele", ha detto Donald Trump intervenendo durante la cerimonia con un messaggio video, "e gli Stati Uniti resteranno sempre amici di Israele". L'ambasciatore americano David Friedman ha elogiato il presidente degli Stati Uniti per il suo coraggio: "Gliene saremo grati in eterno", ha detto. "Spostare l'ambasciata a Gerusalemme era la cosa giusta da fare", ha detto Kushner, che ha raccolto gli applausi della sala quando ha fatto riferimento alla decisione di Trump di recedere dall'accordo sul deal iraniano. "Trump mantiene le sue promesse", ha spiegato.

 

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