Nella bocca del drago iraniano

Redazione

Ieri il vicecomandante delle Guardie della rivoluzione iraniane, Hossein Salami, ha minacciato così Israele: “Le nostre mani sono sul grilletto e i missili sono pronti, li lanceremo appena ci accorgeremo che il nemico ha qualche piano sinistro. Il nord e l’est di Israele sono all’incrocio del nostro fuoco, non potete fuggire. Vivete nella bocca del drago”. E ha detto anche: “Il bersaglio è la vostra esistenza. Non potete resistere, quando i vostri cittadini e i vostri soldati scapperanno non avrete nessun posto dove andare, vi getterete in mare”.

 

Israele e Iran sono impegnati in uno scontro diretto in Siria, che è malamente coperto dal confronto flebile tra America e Russia. A febbraio gli iraniani hanno mandato un drone armato in Israele, e due settimane fa gli israeliani hanno bombardato la loro base nel deserto siriano vicino a Palmira e hanno ucciso la squadra di pasdaran che guidava il drone, incluso il loro comandante. Ci si aspetta che la faida continui e salga di livello. Dal punto di vista tecnico, il generale iraniano Salami ha ragione: abbiamo passato dieci anni a temere una guerra missilistica tra Iran e Israele poi la guerra civile siriana ha dato l’occasione all’Iran di spostare la sua potenza militare al confine con Israele. Mentre prima si ragionava in termini di mezz’ora di tempo di volo, ora si parla di secondi. E’ ovvio che Israele non può lasciare che la situazione resti com’è, con la Siria trasformata in una piattaforma di fuoco per gli iraniani. Così è davvero come “vivere nella bocca del drago”.

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