Le ultime dal Consiglio europeo e lo stallo Brexit

Idee e spunti per sapere cosa succede in Italia e nel mondo selezionati per voi da Giuseppe De Filippi
11 DIC 20
Ultimo aggiornamento: 16:48
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(foto Ansa)

Un aspetto interessante del modo di comportarsi politicamente e mediaticamente del “mistero” (come da definizione fogliante) Giuseppe Conte potrebbe riempire le vostre chiacchiere a cena. Oggi il presidente del consiglio era a Bruxelles al Consiglio europeo, da lui stesso definito storico, e con qualche ragione, visto che si trattava di dire sì al piano straordinario e zeppo di miliardi per la ricostruzione post-pandemica dell’Europa, di riformare il Mes, di approvare il bilancio pluriennale, di tenere dentro i paesi recalcitranti alle regole sullo stato di diritto, di sancire l’impegnativo accordo europeo per gli obiettivi comuni con cui si ritiene di ottenere effetti sul clima. Insomma tantissime cose e tutte di grande rilievo. Nel bel mezzo della sua relazione a mezzo conferenza stampa su questa giornata storica gli arriva una domanda sui venti di crisi italiani, sulle prese di posizione e le polemiche interne alla maggioranza. Andate a sentirla se volete dalle parti del minuto 19 della registrazione qui riportata. Dov’è l’aspetto interessante? Be’, a memoria di cronista, nel 90% dei casi (e il 10% restante riguardava situazioni talmente mature da renderle non più evitabili e quindi c’era obbligo di risposta, ma mai data dal microfono ufficiale e sempre affidata alla classica battuta a mezza bocca nella selva dei microfoni dopo che si era lasciato il palco ufficiale della conferenza stampa) a domande del genere un presidente del consiglio avrebbe risposto che era lì per la politica europea e avrebbe guardato con disprezzo il cronista che chiedeva cose di politica interna liquidandolo con un no-comment. Invece Conte risponde e lo fa con un misto di furbizia e candore. Perché dice una cosa forte, quando esordisce parlando di “istanze anche molto critiche per le quali dobbiamo capire cosa e quali obiettivi nascondono”. E poi, dopo questa frase in cui adombra in modo quasi naif chissà quali retroscena eccolo, sentite qualche secondo dopo, a prendere l’impegno di ascoltare e incontrare tutti i portatori delle “istanze anche molto critiche”. A questa risposta si è arrivati dopo l’intervista di Matteo Renzi al Pais con nuova evocazione delle condizioni per la crisi e per guardare a un altro governo da formare in parlamento, e dopo le risposte a Renzi sia da parte di Nicola Zingaretti, contrario a certe intemerate, e di Alfonso Buonafede invece inutilmente aggressivo e liquidatorio nei riguardi del leader di Iv. Prima di tutto questo il presidente Sergio Mattarella aveva parlato di innovazione, pandemia e responsabilità di chi governa e dei cittadini. Un discorso più ampio, evidentemente, ma provate a mettere in relazione le sue parole, ad esempio quando chiede “serietà e unità” o mette in guardia contro il pericolo dei nazionalismi, con i risultati del consiglio europeo e con ciò che ne consegue in Italia.

Le tre "cose" principali

Fatto #1
L’assoluzione definitiva per Calogero Mannino, processato nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta trattativa stato-mafia, porta a smontare altri pezzi della strategia più mediatica che giudiziaria per la verità con cui una parte della magistratura siciliana aveva preso un ruolo preponderante e aveva fissato l’agenda politica del paese. Domani le spiegazioni dettagliate sul Foglio, intanto cominciate a parlarne a cena.
Fatto #2
Fatto #3

Oggi in pillole