blackwashing e giornalismo inclusivoBlm ha cambiato le redazioni: direttori fotogenici, mondani e neriGli effetti delle proteste black sul mondo dell'informazione hanno portato quattro giganti del giornalismo americano a effettuare cambi al vertice. Senza nessuna denuncia o causa di lavorodiFrancesco Oggiano30 GEN 21
Spazio OkkupatoIl “sonno della Regione” genera mostriDüra minga, düra no. Credere di vedere meglio degli altri e di essere protetti dalla propria laboriosità è una forma di cecità e arroganzadiGiacomo Papi30 GEN 21
Idee in circoloPer una cultura liberaleCome tutelare le libertà individuali. Ne parliamo il 30 e 31 gennaio a PiacenzadiCarlo Lottieri30 GEN 21
Il libro resta un re"La lettura come una comfort zone durante la pandemia". Un seminario della Scuola per Librai Mauri fa il punto sullo "stato del libro in Europa”. I dari dell'Associazione Italiana EditoridiGiuseppe Fantasia30 GEN 21
Io, tu e i figurantiSu Sanremo ha ragione Franceschini (ma i teatri meglio aprirli)Amadeus minaccia le dimissioni, ma i dpcm valgono anche in RaidiMaurizio Crippa29 GEN 21
indagine su merito, competizione, flessibilita’La giusta Alchimia per valorizzare i più giovani. Un dialogo con Paolo BarlettaDalle costruzioni alla moda fino al cinema e al mondo delle app, inseguendo un'irrefrenabile passione e la voglia di mettersi di gioco: "Innovazione è cercare di cambiare e reinventare modelli e idee"diMario Leone29 GEN 21
“Le bambine non possono vedere Dumbo, ma possono essere velate?”L'affondo della scrittrice iraniana Abnousse Shalmani: "Se in Francia fischi a una donna per strada ti multano, ma puoi velare di nero le bambine"diGiulio Meotti29 GEN 21
Il paradiso perduto delle università inglesi, impazzite per troppa diversitySaranno rottamati “I racconti di Canterbury” e il grande poema epico “Beowulf”, la facoltà sarà riorientata verso la “diversità” attraverso “una selezione di moduli su razza, etnia, sessualità e diversità”, un “curriculum decolonizzato”diGiulio Meotti28 GEN 21
Addio Milano bellaLa Versione di VichiIl terzo stadio della trilogia di Lodovico Festa è un testo felicemente scorretto sul tempo nostro, dei nostri padri e madridiGiuliano Ferrara28 GEN 21
Una curva ebrea nello stadio che fu del DuceCosa ci insegna il Dall’Ara di Bologna su memoria e spazi pubbliciAll'allenatore ungherese Árpád Weisz, che conquistò due scudetti prima di morire nei campi di Auschwitz, è stata dedicata solo nel 2018 una parte dell'impianto felsineo. Riflessioni su una storia contraddittoria, da cui possiamo imparare moltodiNicola Pedrazzi27 GEN 21