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uomini e mostri •
Il fantasy italico della "Saga del regno di Taglia", un festino dark e sanguinoso
I romanzi grimdark di Luca Mazza e Jack Sensolini mettono in scena violenza cinematografica e cinici sbruffoni, in una deformazione della penisola nel Rinascimento. Il tutto con una lingua incredibilmente sofisticata per il genere, spruzzata di dialetto romagnolo

Hendrick Goltzius , "Cadmo uccide il drago", 1600 circa <br />
Nel fantasy non ci sono più solo epigoni o contestatori di Tolkien, più o meno fedeli all’ambientazione anglosassone. In Italia un sottobosco rigoglioso attinge ai nostri Medioevo e Rinascimento per costruire personaggi, trame e giocare con la lingua. Il meglio di questi racconti si trova nei due volumi di Zappa e spada (Acheron Books), antologia di “spaghetti fantasy”. Al formato classico del genere, la serie di romanzi, pensano Luca Mazza e Jack Sensolini con la “saga del regno di Taglia”, autopubblicata con il marchio Lethal Books. I romanzi Vilupera, Mattanza, Apocalemme e il racconto lungo Sudario sono quanto di più violento, grottesco e divertente il fantasy italiano abbia da offrire, intrattenimento puro che indovina una formula originale: il regno di Taglia è una deformazione della nostra penisola in un periodo fantastorico dark rinascimentale. Feudi e casate dai nomi storpiati – Castel Notturno in Penumbria, i Malavita a Crimini, la Pianura pagana – tramano gli uni contro gli altri mentre il re Sudario è impegnato nella crociata. Su tutti si erge il Colle di San Sepolto, la “chiesa” che venera l’Appeso ed è la principale promotrice di malvagità e nefandezze nel regno.
Se i giochi di parole sui nomi possono strappare un sorriso di condiscendenza, questo verrà scacciato dalla violenza che si scatena in queste pagine. Sangue a ettolitri, personaggi brutali – che siano irresistibili cinici o spacconi odiosi – e un gusto quasi horror nel mettere in scena morti e torture. Il tutto trattato da una lingua sofisticata, cinematografica nelle scene di azione, colorata con iniezioni di dialetto tra il romagnolo e l’emiliano – gli autori sono della zona.
Potrebbe venire in mente Tarantino, ma perché? L’originale è Sergio Leone. E in aria da “Trilogia del dollaro” c’è il Barbiere, il personaggio su cui apre Vilupera del 2019: un vendicatore dal passato oscuro, il rasoio è la sua arma. Un primo romanzo lontano parente del Trono di spade di G. G. Martin e della Prima legge di Joe Abercrombie, celebrati esempi del cosiddetto grimdark fantasy – quello sporco e crudo con protagonisti antieroi, poca magia e tanta politica. Mattanza, dell’anno scorso, cambia il registro, spingendo sul lato orrorifico: una caccia grossa a premi che si snoda lungo tutta la penisola. I personaggi si moltiplicano e anche le creature fantastiche. Più auto indulgente del primo episodio, ha come fine ultimo l’escalation di violenza estetizzante. Apocalemme, uscita recente, preme al massimo l’acceleratore: la città del titolo è presa d’assalto da schiere infernali la cui gerarchia demonologica è basata… sui semi della briscola.
La saga di Taglia prende a pesci in faccia molti cliché del fantasy. Partendo dalla decostruzione del genere messa in campo dal grimdark, Mazza e Sensolini fanno il giro completo. Non ripetono più la lezione metaletteraria sul modello eroico – quella per cui “nel mondo vero non ci sono eroi senza macchia e senza paura, quindi non ne troverete nemmeno nei nostri libri”, come se si leggesse fantasy per sapere come va il mondo vero. No, la saga è una festa spontanea della fantasia, perversa e liberatoria. Qualsiasi pretesa di verosimiglianza finisce alle ortiche. Si inventa di sana pianta l’intera fauna di quest’angolo dannato di multiverso, saccheggia a destra e a manca in un delirio citazionista che è inutile cercare di riassumere e che porta in scena i citati stessi: il personaggio Andrea G. dei Picchetti detto il Broccaccio (“la G sta per genio”, ricorda re Sudario in Apocalemme) è proprio Andrea G. Pinketts, tra i venerati da Mazza-Sensolini insieme con Alan D. Altieri e Valerio Evangelisti. A quest’ultimo, morto ad aprile, Apocalemme è dedicato.