
Il reporter Laurent Léger dice che avrebbero dovuto smettere subito dopo il numero dei superstiti, quello uscito una settimana dopo l’attacco e venduto in otto milioni di copie. “Riss” lo aveva annunciato già a tre settimane dalla strage: “Basta satira su Maometto”. Per questo alcuni giorni fa si è dimessa, dopo Luz e Pelloux, anche un’altra firma illustre del settimanale satirico, Zineb El Rhazoui, giornalista e intellettuale franco-marocchina che quel giorno si è salvata perché era a Casablanca. Zineb accusa Charlie di seguire ormai la linea editoriale dettata dai fondamentalisti islamici, ovvero non disegnare Maometto: “La libertà a tutti i costi era quel che mi piaceva di Charlie, ma il giornale non ha più la forza di tenere viva la fiamma dell’irriverenza”. Nessuno biasima Charlie di essersi normalizzato, dodici morti non sono poca cosa. Ma il rientro nei ranghi ha un prezzo: la perdita dell’immunità. Charlie che sfida gli islamisti è una cosa, Charlie che fa notizia soltanto sghignazzando sul sisma è triste e inutile.



