L’ex nunzio in America chiede le dimissioni del Papa

Matteo Matzuzzi

Roma. L’ex nunzio negli Stati Uniti Carlo Maria Viganò accusa il Papa di aver coperto per anni (cinque, per la precisione) le nefandezze del cardinale americano Theodore McCarrick e per questo ne chiede le dimissioni. E’ una prima volta nella storia anche questa, dopo la revoca della porpora a un principe della chiesa (è indubbio che le dimissioni dell’arcivescovo emerito di Washington siano state imposte dalla Santa Sede una volta ritenute credibili le accuse di aver abusato sessualmente di minori e di aver condiviso il letto con seminaristi in una casa in riva al mare). Viganò affida le sue memorie al quotidiano La Verità, che dà grande risalto al dossier, ripreso tra l’altro dai principali quotidiani americani.

 

L’ex nunzio, allontanato da Roma nel 2011, fa nomi e cognomi, tira in ballo il decano del Collegio cardinalizio Angelo Sodano e l’attuale prefetto delle Chiese orientali, il cardinale Leonardo Sandri. Tutti sapevano quel che faceva McCarrick, dice Viganò, ma nessuno ha fatto niente. Anzi, aggiunge il vescovo: dal 2000 il Vaticano ha sistematicamente insabbiato ogni denuncia e appunto che veniva inviato dai nunzi che si sono succeduti negli Stati Uniti, Montalvo e Sambi (entrambi deceduti).

 

Viganò – che tra coloro che avrebbero coperto a vario titolo McCarrick menziona anche Bertone, Parolin, Levada, Ouellet, Farrell, O’Malley, Wuerl, Maradiaga, Filoni, Becciu e altri vescovi – sostiene di aver parlato direttamente al Papa della faccenda già nel 2013, capendo poi che tra Bergoglio e l’arcivescovo emerito di Washington c’era una certa intesa, dovuta al fatto che McCarrick fu uno dei tessitori dell’elezione a Pontefice dell’arcivescovo di Buenos Aires. Proprio a McCarrick, sostiene l’ex nunzio, si dovrebbero anche diverse nomine di peso nella chiesa americana dopo la rimozione del cardinale Raymond Leo Burke dalla congregazione per i Vescovi (sostituito da Wuerl). Al momento, dal Vaticano ancora nessun commento al dossier.

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