La Cei non assolve Marchionne: “Interrogativi sui sacrifici da lui richiesti agli operai”

Matteo Matzuzzi

Roma. Anche la Conferenza episcopale italiana, attraverso il suo responsabile per i temi del lavoro, mons. Filippo Santoro, è intervenuta in queste ore per commentare il lascito di Sergio Marchionne, l'ormai ex amministratore delegato di FCA ricoverato a Zurigo in condizioni gravissime.

 

Marchionne, il gran borghese che non ha conquistato l’Italia

Chapeau a Marchionne, anche se non è riuscito a trasmettere sulla scala della politica e dell’immaginazione sociale i criteri che ha incarnato e lo spessore della sua esperienza

  

Marchionne, ha detto mons. Santoro alla AdnKronos, “è stata una figura che ha caratterizzato fortemente la politica industriale italiana, in particolar modo dell'ultimo decennio, dimostrando grandi capacità imprenditoriali e dinamismo nelle sue scelte spesso innovative e intelligenti”. Per il presule, arcivescovo di Taranto, “andrebbe semmai approfondito il tema della ricaduta sociale dei suoi interventi. È evidente che Marchionne ha creato nuovi posti di lavoro incentivando l'occupazione, ma andrebbe valutato l'impatto di partenza delle sue azioni in termini di sacrifici richiesti agli operai di diverse fabbriche: su questo specifico aspetto, qualche interrogativo resta forse ancora aperto”.

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