Finiti i colloqui con il Papa, tutti i vescovi cileni si dimettono

Matteo Matzuzzi

Roma. I vescovi cileni (tutti e trentuno) si sono dimessi. È questo l'esito della tre giorni di consultazioni con il Papa a Roma. Francesco li aveva convocati per discutere sulla situazione della chiesa nel grande paese latinoamericano, squassata da scandali relativi ad abusi sessuali su minori da parte di diversi membri del clero. Abusi diretti e insabbiamenti, proseguiti per anni. Francesco, che fino all'ultimo aveva difeso i vescovi – in particolare uno, mons. Juan Barros, guida della diocesi di Osorno – aveva poi detto di essere stato “male informato” su quanto accaduto in Cile. Questo, almeno, risultava dal corposo dossier che mons. Charles Scicluna, inviato speciale a Santiago, aveva messo insieme in seguito a colloqui e indagini su quanto accaduto. Ora l'epilogo: “Per iscritto abbiamo rimesso i nostri incarichi nelle mani del Santo Padre perché decida liberamente per ciascuno di noi”, ha spiegato il portavoce della Conferenza episcopale locale, che ha anche ringraziato il Papa per “la correzione fraterna” di questi giorni. Ringraziamenti per tutti, le vittime e la stampa, uniti alla richiesta “di perdono e aiuto per continuare ad avanzar sul cammino della guarigione per cicatrizzare le ferite”. Spetterà ora a Francesco decidere quante delle lettere di dimissioni accettare o respingere, ma la sensazione è che il ricambio ai vertici della chiesa cilena sarà notevole.

This page might use cookies if your analytics vendor requires them.