Teologi contro Benedetto XVI

Redazione

Roma. Se Benedetto XVI avesse deciso di scrivere, pur a malincuore, la “breve e densa pagina teologica” che mons. Dario Edoardo Viganò gli aveva domandato per presentare gli undici volumetti sulla sapienza teologica di Papa Francesco, si sarebbe evitato qualche scocciatura di troppo. Ieri a rimproverare la sua uscita contro Peter Hünermann, il teologo che fondò organizzazioni antipapali durante il pontificato di Giovanni Paolo II, firmò la Dichiarazione di Colonia nel 1989 e attaccò Ratzinger mentre quest’ultimo era vescovo di Roma, è stata la Società europea di teologia. Attraverso un comunicato firmato dalla presidente, la signora Marie-Jo Thiel, il Papa emerito è stato rimproverato per aver scritto quella lettera contenente “la critica rivolta a uno degli autori della raccolta di libri che ha dato origine alla lettera, vale a dire il professor Peter Hünermann, che è fondatore, primo presidente e ora presidente onorario della nostra società”. I teologi europei fanno sapere che Hünermann ha sempre mostrato “zelo per una fedeltà genuinamente ecclesiale che allo stesso tempo riconosce e facilita una pluralità di validi approcci teologici cattolici che hanno portato alla creazione della Società europea di teologia cattolica”. Non una riga, però, viene stesa per commentare l’accusa specifica mossa da Benedetto XVI al teologo tedesco, e cioè di aver sostanzialmente minato Veritatis splendor, l’enciclica morale di Karol Wojtyla che Joseph Ratzinger, anche da emerito, ha giudicato una delle pietre miliari da riscoprire.

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