Se il Papa diventa di colpo “arretrato”

Redazione

Il Papa ha fatto il Papa e ha detto quel che aveva già detto in tante altre circostanze, spesso nel silenzio dell’amplificatore mediatico così pronto invece a segnalare ogni gesto o parola che possano sembrare dirompenti, pop, nuovi rispetto alla cosiddetta “arretratezza della chiesa”. Francesco, sabato mattina, ha ripetuto due cose. Innanzitutto, che la pratica degli aborti selettivi è roba da nazisti (seppure “in guanti bianchi”). Quindi, ha chiarito che di famiglie ne esistono tante, è vero, “la famiglia degli alberi” e “la famiglia degli animali”, perfino “la famiglia delle stelle”. Ma che quella “umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. E’ una sola”.

 

Sono bastate queste due affermazioni, banalissime per un Pontefice che di Cristo è il vicario in terra, per aprire il gorgo dello scandalo, con alti e autorevoli esponenti del cattolicesimo al passo con i tempi, pronti a miscelare nello shaker la dottrina di sempre con idee contemporanee ripulite dalla patina di vecchiume museale. Il teologo Vito Mancuso, scrittore di successo, ha scritto che “se ciò che costituisce la famiglia è l’amore, non vedo per quale motivo non riconoscere questa qualifica a due esseri umani dello stesso sesso che si amano e si  dedicano integralmente l’un l’altro. Prima –  ha aggiunto – c’era la tribù, poi il clan, poi venne la famiglia poligamica, poi quella monogamica tra uomo e donna, ora l’evoluzione sta continuando a fare il suo lavoro proponendo nuove forme di famiglia. La chiesa gerarchica però non se ne accorge. Anche questo è normale, perché essa arriva sempre tardi”. Opinione legittima, ci mancherebbe. Se non fosse che a simboleggiare oggi l’arretratezza di una “chiesa che non si accorge” del mondo che va avanti è il Papa rappresentato come il rivoluzionario che tutto avrebbe cambiato, rovesciato, sconvolto. Il Papa che avrebbe aperto finestre troppo a lungo rimaste chiuse per fare entrare il vento che – si sa – soffia dove vuole. Sarebbe bastato leggersi i suoi discorsi sulla famiglia e sui bambini scartati, anche quelli non reclamizzati perché poco pop, per non farsi inutili illusioni.

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