L’incontro più lungimirante che ho avuto oggi è stato quello con un cieco, Alarico Bernardi, de L’Aquila (nella foto della Croce Rossa Italiana). Ho ascoltato senza fare domande il suo racconto di quella notte in cui il piccolo mondo ai piedi del Gran Sasso si è capovolto, immerso nel buio, e si sono trovati tutti non vedenti, o non riuscivano a credere, ad afferrare, a capire quello che vedevano. Ed è stato lui, Alarico, a tranquillizzare la sua compagna, a dialogare con il suo cane guida, a trovare una via d’uscita, come se la sua diversità, improvvisamente, nel mondo rovesciato, fosse diventata un vantaggio. Leggi: Requiem per l'Abruzzo Leggi: "Perché il farmaco migliore per guarire dallo stress da terremoto è la rilettura di Seneca. Parla Risé" di Maurizio Crippa