Abbozzando un consuntivo dell’annata musicale italiana non c’è da stare allegri: citiamo le due nordiche fiammate di Baustelle e Afterhours, cosi estetiche, nervose e composte, il disco della raggiunta classicità dell’ottimo Cesare Cremonini, una lieve imburrata di Jovanotti, la sortita di Zampaglione a Sanremo e la nascita di Marracash.