Bill Callahan è monumentale come la sua voce. Contiene una dose di mito americano nella sua musica, anche in tempi in cui i miti americani non si vendono più con la stessa facilità e successo di fine Novecento. E, con sorpresa, s’intuisce ora che Callahan si stia costruendo, senza eccessivi sforzi, un culto anche in Europa e in Italia in particolare, seguendo le stesse direttrici di quanto a suo tempo, una trentina d’anni orsono, accadde con Tom Waits.