Se il buon funzionario è quello che veste composto l’armatura di flanella grigia cucitagli addosso dall’istituzione, Salvatore Rossi non è un buon funzionario. E proprio per questo, ci permettiamo di dire, potrà essere un ottimo direttore generale della Banca d’Italia. Rossi, fino a ieri mattina vicedirettore generale e già responsabile dell’Ufficio studi di Palazzo Koch, diventa ora direttore generale succedendo al civil servant perfetto: Fabrizio Saccomanni, diventato nel frattempo ministro dell’Economia, uomo di esemplare grigiore pubblico illuminato da lampi di privatissima ironia. Il barese Rossi è un intellettuale colto e brillante, oltre che scrittore prolifico.