Emanuele Macaluso non è mai stato un giustizialista, e ha pagato dei prezzi nella sinistra per aver sostenuto, ad esempio, che le responsabilità della Dc nel degrado mafioso della Sicilia dovevano essere condannate politicamente, e non trasformate in una saga giudiziaria. Anche lui, però, scrivendo ieri sull’Unità, non considera praticabile nessun percorso politico che in qualche modo corregga gli effetti, che pur riconosce devastanti, dell’accanimento giudiziario nei confronti di Silvio Berlusconi. E’ un punto significativo e sottile. Pur non infilandosi, giammai, nella recitazione rituale delle giaculatoie sul “primato” della cosiddetta legalità, l’anziano dirigente riformista considera un dato di fatto l’impermeabilità del Partito democratico a una richiesta di discussione aperta sul diritto alla presenza sull’arena politica del leader del centrodestra.