Quattro anni di galera e tre d’interdizione dai pubblici uffici per Silvio Berlusconi, marchiato a freddo come colpevole di frode fiscale. Non c’era da aspettarsi di meglio dal tribunale di Milano, lo si era capito in sei anni di processo sulla compravendita dei diritti televisivi dall’americano Frank Agrama (tre anni, prosciolto invece Fedele Confalonieri). Ci si poteva al limite attendere un maggior rispetto per la decisione della Corte costituzionale, ancora pendente, su un ricorso decisivo sollevato dalla presidenza della Camera.