Vae Victis, guai ai vinti. Una frase che evoca antiche barbarie di sangue. Così Erich Priebke aveva deciso d’intitolare la sua lunghissima autobiografia scritta e pubblicata da ergastolano recluso in un anonimo appartamento borghese di Roma. E’ morto con un secolo alle spalle, il capitano delle SS, il nazista espiatorio che ha pagato – dopo una lunga latitanza sudamericana – per la mattanza andata in scena alle Fosse Ardeatine nel marzo 1944.